Gli architetti di Verona ricordano Libero Cecchini

Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine Architetti: «A Libero Cecchini sarà intitolata la Sala Consiliare dell’Ordine. Un piccolo segno di ringraziamento per quanto ci lascia in eredità».

Libero Cecchini

A nome di tutto il Consiglio dell’Ordine, della redazione della Rivista ArchitettiVerona e di tutti gli architetti iscritti all’Albo scaligero, nelle parole di Amedeo Margotto, presidente dell’Ordine degli Architetti CPP della Provincia di Verona, il ricordo di Libero Cecchini, architetto, maestro e grande pensatore. 

Parole che vogliono esprimere anche la vicinanza dell’Ordine al figlio Vittorio Cecchini, architetto, già Consiliere dell’Ordine e oggi delegato Inarcassa per Verona.

«Per generazioni di architetti veronesi, Libero Cecchini ha rappresentato una presenza costante, un riferimento, grazie a molti dei suoi lavori che hanno segnato – dalla ricostruzione post-bellica al successivo periodo di sviluppo – il volto della città».

«Si potrebbe dire che non c’è Verona fuori dalle mura costruite da Cecchini».

«Iscritto al nostro Albo con il numero diciassette, è stato seguito da oltre duemila colleghi, molti dei quali – soprattutto i più giovani – hanno potuto guardare al suo esempio di rapportarsi con la storia, con le sedimentazioni dell’archeologia e con il paesaggio» racconta Margotto.

«Libero Cecchini è stato l’interprete principale di una figura dell’architetto che oggi ci appare già lontana, avvolta in una dimensione artigianale, ma che ha fondato un agire professionale fatto di pensiero e materia, metodo e tecnica, ispirazione poetica e capacità organizzativa».

«A Libero Cecchini sarà intitolata la Sala Consiliare dell’Ordine nella sede M15 (ex Magazzini Generali)» annuncia Margotto.

Nella di copertina Libero Cecchini riceve il Premio ArchitettiVerona, nel 2017.

Il ricordo dell’amministrazione di Verona

Il sindaco di Verona Federico Sboarina: «Non dimenticheremo mai questa figura straordinaria, che ha lasciato un segno profondissimo nel corso del Ventesimo secolo. L’architetto Libero Cecchini è stato anche restauratore, urbanista, docente, artista e presidente di numerose istituzioni. Una persona che fino alla fine ha saputo spendersi per la crescita della propria comunità e alla quale Verona deve molto. Dalla Basilica di San Zeno a Castelvecchio, fino agli Scavi Scaligeri, ricostruzioni e restauri che portano la sua firma. Resterà per sempre una delle figure di riferimento della rinascita urbanistica cittadina, di cui ha scritto numerose pagine durante i suoi 70 anni di professione. L’ultimo straordinario ricordo che ho di lui è dello scorso settembre all’ordine degli Architetti, quando ho partecipato ai festeggiamenti per i suoi cent’anni. Non appena sarà possibile omaggeremo la sua figura, insieme alla città. Alla sua famiglia le più sentite condoglianze da parte di tutta l’Amministrazione comunale e il cordoglio di tutta Verona, che oggi perde una delle sue pietre miliari».

Libero Cecchini

L’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala: «Cecchini è stato un grande professionista, un punto di riferimento per tante generazioni che in lui hanno trovato una fonte inesauribile di sapere. Così come di ispirazione e di idee in ambito architettonico e artistico. I suoi interventi, che ogni giorno potremo continuare ad ammirare passeggiando per le strade cittadine, resteranno a testimonianza di quanto ha fatto per Verona. Dal dopoguerra ad oggi, Cecchini non ha mai smesso di lavorare per il miglioramento e la salvaguardia della nostra città. Lo ricorderemo sempre con grande ammirazione. Resterà per tutti un esempio di lungimiranza e competenza. È un lutto che colpisce tutta la città e non solo il mondo degli architetti».

L’intervista per i 100 anni