Giorno di San Martino, lo festeggerai? IL SONDAGGIO

Si festeggia oggi la festa di San Martino, un'occasione per gustare i cibi tipici dell'autunno e per celebrare la stagione. Ma qual è l'origine di questa tradizionale festività? E cosa significa "Fare San Martino"?

Castagne Vino Vin brulé San martino

La storia di San Martino è conosciuta ai più. Simbolo dell’autunno per eccellenza, celebrata soprattutto in campagna e talmente sentita da meritarsi una poesia omonima scritta da Giosuè Carducci, la festa omaggia il santo Martino di Tours.

La storia della festa di San Martino

Il giorno di San Martino è un’occasione per gustare i cibi tipici del periodo, come le castagne, accompagnate solitamente dal vino rosso. Non tutti sanno, però, che tradizione vuole che si consumi anche la carne di oca. Il motivo risale a un episodio della vita del santo: quando Martino venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo, infatti, per umiltà si nascose in un tugurio di campagna. A smascherarlo però fu il gran rumore provocato dalle oche che scorrazzavano per l’aia. A quel punto, quindi il chierico, scoperto dai paesani, dovette accettare l’incarico.

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Le celebrazioni a Verona

A San Martino Buon Albergo sono molte le iniziative dedicate al santo patrono del paese. Si parte con la Santa Messa Solenne alle ore 11 presso la Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo celebrata dal Vescovo Domenico Pompili. Si prosegue alle 15, presso il Teatro Peroni con lo spettacolo teatrale per bambini “Lo Schiaccianoci” della compagnia “Fior di Teatro” (organizzato al Circolo Noi5) e alle 20:30 con la consegna del “Martino d’Oro” e “Martino d’argento”.

Le iniziative proseguono poi anche sabato 12 novembre alle 20:45, appuntamento invece con il concerto di musica Spiritual “On the River” presso la Chiesa Parrocchiale di San Martino Vescovo, organizzato dal Circolo Noi5 (ingresso libero fino ad esaurimento posti). Sempre a disposizione, nell’area antistante la Chiesa e il Teatro, i consueti stand di caldarroste, Strauben (tipici dolci tirolesi) e torte scout, una pesca di beneficienza e giochi organizzati dai gruppi adolescenti.

Perché si dice “Fare San Martino”?

L’espressione “Fare San Martino”, tipica di Veneto e Lombardia, è molto utilizzata nei territori più rurali e significa “traslocare” o “cambiare lavoro”. L’origine di questo curioso modo di dire risale a quando la maggior parte delle persone lavorava in campagna, nei campi. La stagione agricola terminava proprio ai primi novembre, dopo la semina. I braccianti e i mezzadri, dunque, rimasti senza lavoro dovevano traslocare dalla cascina presso la quale lavoravano, per fare rientro a casa. Prima del rientro, però, se rimasti senza lavoro i contadini dovevano passare per la piazza del paese, nella speranza di un nuovo impiego. L’espressione, dunque, non ha nulla a che vedere con la storia del santo, ma è strettamente legata al periodo in cui ricorre la festività.

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