Giorno del Ricordo, Buffolo: «Nel dare memoria non vi deve essere etichetta politica»
Redazione
Da oltre vent’anni, il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo. Venne scelta come data quella dei trattati di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947, dove l’Italia oltre alle colonie africane cedeva le Provincie di Zara e del Carnaro alla Jugoslavia, mentre Trieste e parte dell’Istria andavano a costituire il TLT (Territorio Libero di Trieste). Istituita con legge dello Stato il 30 marzo 2004 questa solennità civile intende «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati e della più complessa vicenda del confine orientale». Le celebrazioni della giornata sono state organizzate dal Comune di Verona in collaborazione con la Prefettura, il Comfoter di Supporto dell’Esercito e le associazioni che compongono il Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Democratiche.
Le commemorazioni sono iniziate questa mattina, al Cimitero Monumentale, con la deposizione di una corona al Cippo in pietra dell’Istria dedicato alle Vittime delle foibe e delle tombe abbandonate. Presenti, oltre all’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo, i rappresentanti delle principali istituzioni cittadine.
«Nel ricordo di questo giorno non vi deve essere alcuna etichetta politica – evidenza l’assessore Jacopo Buffolo -. Nel momento in cui andiamo a riflettere sul passato, seriamente e serenamente, andiamo a ricordare una lunga scia di violenze che ha riguardato la frontiera adriatica tra le attuali Italia, Slovenia e Croazia. Ci sono sicuramente delle memorie divise. Perché chi ha subito, chi è stato vittima della storia, non può che avere una memoria di sofferenza delle vicende vissute. L’obiettivo nostro oggi non può essere quello di costruire un museo degli orrori o peggio ancora, di stilare insensate graduatorie di sofferenze o colpe, ma riflettere sulle logiche che hanno governato stagioni di violenza. Spetta a tutti e tutte noi evitare l’escalation e impedire le violenze, soprattutto sui civili, che ancora oggi vediamo in tanti contesti purtroppo».

Le celebrazioni sono proseguite con la deposizione di una corona in piazza Martiri d’Istria e Dalmazia a Santa Lucia in Circoscrizione 4^, dove nel 2013 è stata realizzata una stele con una mappa dei territori della frontiera adriatica teatro dei massacri delle ‘foibe’ e dei luoghi dell’esodo.
Ne pomeriggio, alle 17, Chiostro di Santa Maria delle Vittorie, in Lungadige Porta Vittoria 41, si svolge il convegno “Dopo il Trattato di Osimo (1975). Italia e Slovenia tra memorie divise e frontiere che scompaiono”. Introduce il prof. Giovanni Bernardini, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Verona. Intervengono il prof. Giuseppe Zaccaria dell’Università di Padova e Borut Klabjan consigliere scientifico del Centro di ricerche scientifiche di Koper-Capodistria.
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