Giornata nera per il lavoro: due morti nel Veronese
Doppio incidente mortale sul lavoro oggi nel veronese. La prima vittima è stata questa mattina alle 8 a Fumane Marco Accordini, figlio di Daniele Accordini, direttore della Cantina Valpolicella Negrar. La seconda vittima alle 10.30 un uomo di 52 anni in un cantiere edile a Legnago.
Marco Accordini investito e schiacciato dal trattore che stava manovrando
Marco Accordini, un uomo di 26 anni, è stato investito e schiacciato dal trattore che stava manovrando. Il giovane è morto sul colpo a causa delle gravi ferite riportate a Fumane, nella frazione di La Ca’. Era figlio di Daniele Accordini, direttore della Cantina Valpolicella Negrar. Stava lavorando della campagna dell’agriturismo che la famiglia ha a Mazzurega.

Marco Accordini si era laureato in Viticoltura ed Enologia a San Michele all’Adige. Un corso interateneo con l’Università di Trento al Centro Agricoltura Alimenti e Ambiente, che ha sede nella Fondazione Edmund Mach (Fem). Il giovane era molto appassionato del suo lavoro, sempre pronto a far propri gli aspetti più innovativi dell’accoglienza alberghiera, che metteva in pratica nel wine relais di famiglia.
«Al di là dell’attaccamento paterno, Daniele era molto fiero di suo figlio, una stima reciproca, visto che con la scelta degli studi Marco aveva deciso di seguire le orme del padre. La presidenza, il Cda, la direzione, i dipendenti e i soci della Cantina si stringono con tanto affetto a Daniele e alla moglie Eleonora in questo momento di grande dolore», dichiara affranto Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar, che insieme al vice presidente Gianmichele Giacopuzzi, che ha convocato un Cda stasera per ufficializzare a tutta l’azienda la triste notizia.
I funerali si svolgeranno venerdì 24 giugno alle 10 nella chiesa di Pedemonte e la cantina, il wine shop e l’osteria rimarranno chiusi tutto il giorno.
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La seconda vittima della giornata è stato un uomo di 52 anni. Alle 10.30 una matassa di ferro che stava per essere scaricata da un veicolo è caduta investendo mortalmente un lavoratore. L’incidente è accaduto all’interno di un cantiere edile in via Padana Inferiore a Legnago.
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La critica di Cisl e Zardini sulle morti nere sul lavoro nel veronese
In questa giornata nera per il lavoro nel veronese, la CISL Verona ricorda che la città scaligera continua a guidare la classifica delle morti sul lavoro. Da inizio anno sono già morte 10 persone. Per il terzo anno consecutivo, Verona si aggiudica il primato di morti sul lavoro in Veneto. Secondo i dati INAIL relativi ai primi quattro mesi del 2022, 70 veronesi al giorno subiscono un infortuno sul lavoro.

«Serve una svolta culturale politica e sociale, affinché il modello di sviluppo economico territoriale sia fondato sul principio che un’azienda sicura è più produttiva e competitività, e che non si debba scegliere fra vita e reddito, fra salute e lavoro, fra sicurezza e sopravvivenza», ribadisce Giampaolo Veghini, segretario generale CISL Verona.
Secondo la CISL, le morti su lavoro si combattono in più modi: inasprendo i controlli e puntando sulla formazione. Oggi il Servizio prevenzione igiene sicurezza ambienti di lavoro (Spisal) di Verona è ai minimi termini con il personale. L’Ispettorato del Lavoro, che da dicembre ha competenza su Salute e Sicurezza in tutti i settori, non ha ancora gli ispettori tecnici per effettuare i controlli.
Per quel che riguarda la formazione invece, secondo il sindacato, gli organismi paritetici provinciali e regionali dovrebbero essere gli enti adibiti nel fornire ai lavoratori una sicurezza certificata e non agenzie terze. Si dovrebbe poi sviluppare maggiormente le abilità dei giovani anche nel campo pratico e non solo in quello teorico nelle aule come è sempre stato fatto finora. Salute e sicurezza dovrebbero quindi diventare, dal punto di vista di CISL, materie di scuola, in particolare negli istituti professionali.

Anche il deputato Diego Zardini ha espresso la sua vicinanza alle famiglie delle due vittime, affermando che è necessario potenziare la prevenzione, in quanto è inammissibile che ancora oggi un numero così elevato di persone perda la vita sul lavoro nel veronese.
«A Verona muoiono ogni anno 20 persone ogni milione di occupati – dice Zardini -. Tutte le istituzioni, le categorie datoriali, le rappresentanze sindacali si mettano attorno a un tavolo per contrastare un fenomeno ormai endemico nel tessuto produttivo. Non possiamo assuefarci ad una tragedia quotidiana come questa, occorre reagire con forza ed azioni concrete. Massima vicinanza alle famiglie così gravemente colpite da questa tragedia».
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