Giornata mondiale del tumore al pancreas alla Società Letteraria

Redazione

| 22/11/2025
A Verona esperti, pazienti e istituzioni insieme per fare il punto su diagnosi, ricerca e nuove reti nazionali di cura.

È una patologia complessa da diagnosticare per la posizione anatomica profonda dell’organo ed è una malattia in aumento nella popolazione. Nonostante questo, la pratica clinica di eccellenza e la ricerca avanzata rendono il tumore al pancreas più curabile con migliore qualità di vita del paziente.

Incidenza

Nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia 13.585 nuovi casi (6.873 negli uomini; 6.712 nelle donne) e sono oltre 23mila le persone nel nostro paese che vivono dopo una diagnosi di tumore del pancreas, equamente distribuiti tra uomini e donne. Nella nostra Regione, il tumore del pancreas è il settimo tumore più frequente, costituendo complessivamente il 4% di tutte le neoplasie. 

A livello globale, sia incidenza sia mortalità sono previsti in netto aumento nei prossimi 30 anni. Nonostante questa neoplasia rimanga tra quelle a maggior letalità, la sopravvivenza per tumore del pancreas nella Regione del Veneto ha avuto negli anni un incremento statisticamente significativo: la sopravvivenza relativa standardizzata, calcolata a 1 anno dalla diagnosi, è aumentata negli ultimi 20 anni con un incremento medio annuo del 3,1%; la sopravvivenza a 3 e 5 anni dalla diagnosi ha avuto un incremento medio annuo dello 5,1%.  

La Giornata mondiale “Pancreatic cancer” in Letteraria

Organizzata dall’Università di Verona e dall’Azienda Ospedaliera insieme a Fimp onlus (Fondazione italiana per lo studio delle malattie del pancreas) e con la partecipazione dell’associazione di pazienti “Codice viola”, la giornata è stata aperta dai tre medici del comitato organizzatore: prof Aldo Scarpa direttore Uoc Anatomia patologica, prof Roberto Salvia direttore Uoc Chirurgia del pancreas e prof Michele Milella direttore Uoc Oncologia. L’evento aperto alla cittadinanza è stato di sensibilizzazione sulla cura con interventi di autorità, del presidente dell’Ordine dei Medici prof Alfredo Guglielmi, esperti, pazienti e associazioni. La giornata si è conclusa con l’illuminazione di viola, alle 18, del Palazzo della Gran Guardia, il colore del tumore del pancreas.

Cura del pancreas il “Modello Verona”: le novità di Ministero e Regione

L’approccio multidisciplinare è la modalità di cura più efficace che l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha da decenni messo in campo nei reparti dell’ospedale di Borgo Roma. Non a caso, il 75% dei pazienti viene da tutta Italia e, per qualsiasi problema al pancreas, il “Modello Verona” può intervenire con le sue Unità operative altamente specializzate: Radiologia, Chirurgia del pancreas, Anatomia patologica, Radioterapia, Gastroenterologia e Oncologia. La ricerca universitaria sta alla base di tutte le innovazioni per diagnosi sempre più precise, nuovi farmaci e nuovi trattamenti.

La tradizione e gli specialisti veronesi sono stati coinvolti e presenti nei gruppi di lavoro del ministero della Salute e della Regione Veneto, che hanno introdotto strumenti organizzativi di cura sul modello multidisciplinare. Il ministero ha istituito quest’anno, le “Pancreas unit” una rete nazionale di centri specializzati per rendere omogenei i trattamenti; la Regione ha quindi deliberato i nuovi Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta), illustrati da Sara Lonardi Oncologia IOV.

Diagnosi sempre più precise

La Giornata è stata aperta dal prof Scarpa, che è anche presidente Fimp e direttore del dipartimento di Diagnostica e sanità pubblica Univr. L’Anatomia patologica è il passaggio fondamentale per i successivi trattamenti oggi in grado di fare diagnosi sempre più personalizzate e corrette per aspetti che nei decenni precedenti non erano noti. Infatti, l’Anatomia patologica veronese del prof Scarpa, attraverso la Fimp, è entrata a far parte del Consorzio internazionale del Genoma del cancro (ICGC) per la ricerca sui tumori del pancreas con l’Università di Verona che ha rappresentato l’Italia nel consorzio. Con la partecipazione di pazienti, sono stati sequenziati i genomi di centinaia di casi che hanno portato a risultati pioneristici permettendo l’identificazione di biomarcatori di valore diagnostico, prognostico e predittivo. Questi progressi sono stati possibili grazie al finanziamento del ministero della Salute alla Fimp, che nel 2015 era presieduta da Paolo Pederzoli. I nuovi Pdta nascono anche grazie ai risultati della ricerca veronese degli ultimi anni.

Chirurgia pancreas

Nel 2024 in Aoui sono stati eseguiti 499 interventi di chirurgia pancreatica. I pazienti avevano un’età mediana di 66 anni e nel 57% dei casi si è trattato del tumore pancreatico più comune. La degenza mediana è stata di 8 giorni e le complicanze severe hanno riguardato il 17% dei pazienti. Delle procedure effettuate nel 2024, 150 (30%) sono state eseguite in mini-invasiva, e tra queste 129 (87%) in chirurgia robotica. Nel 2025, fino ad oggi, gli interventi eseguiti sono 411, con 101 procedure robot-assistite. Poco più della metà dei pazienti proviene dall’Italia settentrionale.

L’attività clinica si articola in 7 ambulatori specialistici settimanali (neoplasie cistiche, endocrine, pancreatologia, familiarità oncologica, psico-oncologia, nutrizione clinica, post-operatori e chirurgia generale) e in 4 meeting multidisciplinari ogni settimana dedicati al pancreas, ai tumori neuroendocrini, alla discussione gastroenterologico-radiologica e alla revisione preoperatoria. Ogni anno vengono presi in carico dagli 8 ai 10 mila pazienti. Nel biennio 2024–2025 la produzione scientifica consta di 110 pubblicazioni, 45 partecipazioni a congressi, oltre 30 progetti di ricerca attivi e un brevetto.

Oncologia

Sono oltre 400 l’anno i pazienti presi in carico dall’Unità operativa, che ha all’attivo una decina di studi clinici innovativi per nuove terapie o nuovi trattamenti. L’ultima novità è la ricerca appena pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet. Lo studio interamente italiano è stato finanziato dalle associazioni di pazienti e consta di un nuovo schema di chemioterapia che può essere usato prima dell’intervento chirurgico per renderlo più efficace. La ricerca è stata realizzata dall’ospedale San Raffaele di Milano con la partecipazione attiva dell’Uoc Oncologia Aoui Verona.

Prof Giovanni De Manzoni, prorettore Univr e direttore Uoc Chirurgia Stomaco Esofago: «Oggi porto i saluti in questa importante occasione con piacere. Lo faccio nella mia triplice veste di rappresentante dell’ateneo veronese e della sua forte capacità di ricerca, come direttore di Unità complessa ospedaliera e della sua propensione all’innovazione, ma anche come past direttore del dipartimento universitario di Scienze chirurgiche e nel ricordo del compianto prof Claudio Bassi. L’integrazione realizzata a Verona fra la realtà universitaria e la pratica ospedaliera si rivela sempre più vincente per le sfide sanitarie e il progresso della medicina, particolarmente importanti in un ambito complesso come quello del tumore al pancreas».

Prof Aldo Scarpa, direttore Uoc Anatomia patologica: «Verona ha avuto un grande ruolo nella cura delle malattie del pancreas e una forte tradizione nello studio di queste patologie e nella ricerca. Siamo stati i capofila del progetto Genoma dei tumori dal 2010 sino ad oggi, e ci siamo occupati, tra gli altri, particolarmente del tumore del pancreas. La situazione è cambiata in questi 15 anni di attività, grazie al grande impegno che c’è stato a Verona oggi i tumori del pancreas sono conosciuti meglio e possono essere meglio trattati».

Prof Roberto Salvia, direttore Uoc Chirurgia del pancreas: «La chirurgia generale del pancreas dell’Azienda Ospedaliera è un centro di riferimento per la patologia pancreatica. In questi anni l’abbiamo affrontata dal punto di vista chirurgico, ma sempre con la multidisciplinarità che caratterizza la terapia di questa malattia. Il numero di pazienti è crescente per una neoplasia la cui incidenza tende ad aumentare. In Europa si prevede che nel 2030 questo tumore rappresenterà la seconda causa di morte per neoplasia. L’anno scorso siamo arrivati a 499 resezioni, quest’anno ad oggi siamo a oltre 410. Un dato non indifferente e circa il 30% di queste oggi vengono eseguite in chirurgia robotica mininvasiva nonostante l’alta complessità dell’intervento. Queste nuove tecniche hanno sensibilmente cambiato la qualità di vita dei pazienti».

Prof Michele Milella, direttore Uoc Oncologia: «Quello del pancreas rimane ancora il tumore solido dell’adulto più grave dal punto di vista della prognosi. Nonostante questo, sono stati fatti molti i progressi che stanno migliorando il percorso di cura dei pazienti. Laddove le terapie ancora non sono efficaci come vorremmo, la nostra forza sta proprio nel lavoro di squadra tra medici e nel legame che si stabilisce con i pazienti e i loro familiari, che ci consente di affrontare la malattia anche quando le armi a disposizione che abbiamo sono ancora spuntate. Ma la ricerca in cui tutti noi siamo anche impegnati produce nuovi elementi e nuovi trattamenti, come quello che è appena stato pubblicato su Lancet. In questo momento, al di là delle indicazioni sugli stili di vita corretti che possono ridurre il rischio, l’aspetto destinato ad avere probabilmente il maggiore impatto sarà lo studio genetico nelle situazioni di rischio che oggi stimiamo intorno al 10% e sarà possibile intervenire in modo più efficace. Dalla profilazione genetica di questi tumori ci aspettiamo inoltre che nascano le terapie del futuro, quelle che verosimilmente cambieranno la prospettiva attuale».

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