Giornata della memoria, venerdì un convegno a Verona

Sarà questo venerdì il primo incontro organizzato da ANED Verona dedicato al tema delle deportazioni, con focus sul rientro a casa dei sopravvissuti.

giornata della memoria campo di concentramento auschwitz
L'ingresso del campo di Auschwitz con la scritta "Arbeit macht frei", "il lavoro rende liberi".

Avrà luogo questo venerdì il primo appuntamento del ciclo di incontri dedicato alle deportazioni nei lager nazisti, organizzato da ANED Verona, l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, in collaborazione col Comitato provinciale ANPI-Verona e l’Educandato agli Angeli di Verona e col patrocinio del Comune di Verona e dell’USR Veneto-Ufficio VII d’ambito territoriale di Verona.

Oltre al quadro più aggiornato sul complesso delle deportazioni dall’Italia verso Auschwitz, il ciclo intende fornire approfondimenti su tematiche specifiche e ancora poco conosciute, quali la questione dei rientri dei sopravvissuti, l’esperienza dei Lager per le donne e le vicende degli internati militari italiani.

Il ciclo di incontri si terrà presso l’Educandato Agli Angeli, via Cesare Battisti, 8, Verona, ad eccezione dell’incontro del 20 gennaio, che si svolgerà solo online su piattaforma Zoom.

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L’incontro di venerdì 13 gennaio

Gli Italiani ad Auschwitz (1943-1945). Deportazioni, “Soluzione finale”, lavoro forzato. Un mosaico di vittime

Relatrice: Laura Fontana, storica, Responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah di Parigi e dell’ Attività di educazione alla Memoria del comune di Rimini.

Per oltre un anno, tra l’autunno 1943 e gli ultimi mesi del 1944, migliaia di italiani furono deportati dall’Italia ad Auschwitz. Più di 7.800 erano ebrei catturati durante l’occupazione tedesca e sotto la RSI nell’ambito della Soluzione finale (la Shoah); per la maggioranza di loro fu un viaggio senza ritorno. Nel corso del 1944 anche circa 1.200 non ebrei furono internati nel complesso concentrazionario di Auschwitz, prevalentemente come prigionieri politici dal triangolo rosso. Le donne, almeno un migliaio (molte slovene e croate), furono arrestate soprattutto sul Litorale adriatico e partirono dalle stazioni di Trieste e Gorizia. Partigiane, sospettate di sostenere la Resistenza o vittime di rastrellamenti per il lavoro coatto nel Reich, costituirono un gruppo numeroso e abbastanza omogeneo. Gli uomini giunsero, invece, ad Auschwitz da altri campi di concentramento (Dachau, Mauthausen e Majdanek) con trasporti specifici di trasferimento o di evacuazione. I lunghi anni di studio che Laura Fontana ha dedicato a queste vicende sono ora confluiti in un libro – che dà il titolo anche alla sua relazione e che è uscito lo scorso anno per i tipi del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau – dove i percorsi di deportazione, le esperienze di prigionia e le memorie si intrecciano con alcuni temi cruciali per comprendere la storia di Auschwitz: lo sterminio, il lavoro forzato, la condizione della maternità negata e dei medici internati, la solitudine e la coesione dei deportati.

Gli altri appuntamenti

Venerdì 20 gennaio 2023: “La libertà non è un dono di Dio”. Liberazione e rimpatrio degli italiani sopravvissuti alla Shoah

Ore 16.30-18-30, solo online su piattaforma zoom

Elisa Guida, Università degli Studi della Tuscia, Consigliera nazionale ANED.

Giovedì 26 gennaio 2023Gli internati militari italiani, vittime e protagonisti

Ore 16.30-18.30, Sala Conferenze dell’Educandato agli Angeli di Verona

Agostino Bistarelli, docente e ricercatore dell’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR).

Giovedì 9 febbraio 2023: Il campo di concentramento di Ravensbrück e la deportazione femminile

Ore 16.30-18.30, Sala Conferenze dell’Educandato agli Angeli di Verona

Ambra Laurenzi, Presidente del Comitato internazionale di Ravensbrück, Consigliera nazionale ANED.

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