Giornalismo. I dati di Demopolis: i giovani si informano, ma online

Under 30 interessati al giornalismo d’inchiesta, ma sempre più lontani dalla carta stampata. A dirlo è il report realizzato dall’Istituto Demopolis, su richiesta dell’Ordine dei Giornalisti, che sarà presentato nel corso del “Premio Mario e Giuseppe Francese”, in programma il 26 gennaio a Palermo, nel quarantennale dell’uccisione del giornalista Mario Francese.

Il giornalismo, soprattutto quello di inchiesta, è fondamentale. Il supporto cartaceo, invece, no. È questa, a grandi linee, la sintesi di quanto emerso dal focus sul rapporto tra nuove generazioni e media nel nostro Paese realizzato dall’Istituto Demopolis. A presentare i risultati della ricerca, promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il direttore dell’Istituto, Pietro Vento.

Dati rincuoranti, come sottolinea il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna: “In questa fase in cui abbondano fake news, linguaggi di odio soprattutto via web e dove si cerca di neutralizzare la funzione del giornalismo come “cane da guardia” della democrazia, ritengo che compito essenziale dei giornalisti sia e resti quello di raccontare i fatti senza fare sconti a nessuno, a nessun governo (di qualsiasi colore) a nessun potere (comprese le grandi piattaforme di internet).”

Altro dato importante rimane il supporto per fruire le informazioni preferito dagli under 30: il virtuale. Secondo la ricerca, infatti, il 60% dei giovani sarebbe sempre connesso a internet e il 75% entra in contatto con l’attualità proprio attraverso siti web, portali e testate online. Sempre più centrale appare poi il ruolo di Facebook, Youtube e dei principali social network, mentre si affievolisce il mondo della televisione, con telegiornali e programmi tv che in dieci anni ha visto un calo del 10% dei giovani utenti. Accanto al piccolo schermo, a soffrire le pene più grandi rimane comunque la carta stampata: in pochi acquistano i giornali, anche se i quotidiani continuano ad essere letti, online e in tempo reale.

Dei media italiani, a quasi i 2/3 dei giovani intervistati, non piace la faziosità dell’informazione politica; il 56% stigmatizza la scarsa obiettività, il 48% la superficialità di molte notizie. I media tradizionali sono comunque percepiti dagli under 30 come più affidabili rispetto ai Social Network: una simbolica rivincita, in questo caso, per la stampa tradizionale. In particolare, a colpire è il dato che riguarda le notizie a cui sono più interessati gli under 30: tra queste spiccano per il 70% i fatti locali che avvengono nella propria città o regione. Più bassa, poco sopra il 40 per cento, l’attenzione su quanto accade in Europa e nel resto del mondo.

Dall’indagine emerge infine un risultato di particolare interesse. “Il 70% dei giovani – ha detto il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – si dichiara interessato al giornalismo d’inchiesta e di denuncia. Le nuove generazioni lo vorrebbero più presente sui media italiani: ed è un dato che assume particolare valore in una giornata che ricorda l’assassinio in Sicilia del giornalista Mario Francese nel gennaio di 40 anni fa”.