Gioco d’azzardo, a Caldiero spesi quasi mille euro a testa
Nel 2021 per ogni maggiorenne a Caldiero sono stati bruciati 977 euro nel gioco d’azzardo. Sono dati decisamente inferiori alla media nazionale (secondo il “Libro blu” dell’associazione “Avviso Pubblico” ammontano infatti a 2.229 euro per maggiorenne) ma che preoccupano comunque gli amministratori della città termale che hanno approvato in Consiglio Comunale una richiesta al Governo di revisione del sistema del gioco d’azzardo.
«Da anni le amministrazioni comunali di Caldiero cercano di contrastare il gioco d’azzardo ma purtroppo è ancora preoccupante per noi vedere come intere famiglie siano rovinare da questa illusione di facile guadagno – riferisce il sindaco Marcello Lovato -. Malgrado il successo delle iniziative avviate già con l’Amministrazione Molinaroli, che hanno portato alla riduzione delle sale giochi e alla limitazione degli orari di apertura, preoccupa vedere come siano ancora tanti i soldi sprecati nell’inseguimento illusorio della fortuna».
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I dati a Caldiero
Nel 2021 a Caldiero sono stati sprecati nel gioco giocato telematico 5.005.697,37 euro, mentre nel cosiddetto “giocato fisico” (lotto e lotterie) 795.466,88 euro. I tagliandi dei vari “gratta e vinci” distribuiti sono stati 107.705, per un importo di 555.750 euro. Nel 2021 sono stati sprecati in totale 6.356.914,25 euro, cifra in difetto per l’impossibilità di avere i dati sul gioco online.
Le azioni messe in campo dall’amministrazione
L’azione dell’amministrazione ha portato a ridurre a Caldiero a una sola le sale giochi presenti, che è dotata di sette video-lotterie Telematiche (VLT) e cinque slot-machine mentre sono solo quattro gli esercizi commerciali che hanno in totale sedici slot machine. Il consiglio comunale ha quindi proposto al Governo di mettere ordine nel comparto gioco d’azzardo in Italia, proponendo di ridurre l’offerta di giochi d’azzardo e di superare l’attuale ordinamento basato su proroghe e deroghe delle concessioni.
«A guadagnare sul gioco d’azzardo è purtroppo soprattutto lo Stato ma sono poi le amministrazioni comunali a doversi far carico dei problemi sociali connessi allo stato di povertà delle famiglie distrutte dal gioco» sottolinea Lovato.
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