“Generazione in Rete”, le proposte dei giovani della coalizione Tommasi

Inclusione, scuola, recupero degli spazi degradati e supporto psicologici i punti toccati dai giovani della coalizione Rete che intendono mettere al centro per costruire il futuro di Verona.

Generazione in Rete
Generazione in Rete, le proposte della coalizione.

Inclusione, scuola come luogo di progettualità, recupero degli spazi degradati, supporto psicologico. Sono solo alcune delle 18 proposte programmatiche per gli under 30 presentate dai giovani esponenti del comitato Rete!. Lunedì pomeriggio, ai giardini di via Monzambano nel quartiere Golosine, si è tenuto l’incontro “Generazione in Rete”.

Un vivace confronto dedicato ai giovani e pensato dai giovani, spesso esclusi dalle progettualità, inascoltati dalla politica, ma pieni di voglia di fare per il presente e per il futuro della loro città. Protagonisti di un programma elettorale unico a Verona per l’alto tasso di partecipazione giovanile. Insieme a loro, a testimoniare come i giovani possano essere parte attiva del cambiamento, è intervenuta Gaia Romani, 26 anni, la più giovane assessora della giunta del sindaco di Milano Beppe Sala, con delega ai Servizi Civici e Generali. L’incontro è stato moderato da Jacopo Buffolo e Beatrice Verzè L’assessora ha fornito, per l’occasione, alcuni spunti e ha illustrato alcune delle principali iniziative che il Comune di Milano sta portando avanti proprio a sostegno delle nuove generazioni. L’incontro è stato moderato da Jacopo Buffolo e Beatrice Verzè

«Quando ci si occupa di pubblica amministrazione bisogna partire dalle risorse e la rete in questo aiuta – ha dichiarato l’assessora Gaia Romani -. A Milano abbiamo investito sulla psicologia di comunità, che fa orientamento e mette in rete la persona con realtà che possono essere di supporto, attraverso un approccio trasversale e integrale. L’abbiamo fatto spendendo pochissimo: in un quartiere con 200 mila persone siamo riusciti ad aiutare più di 200 persone investendo 4000 euro in sei mesi. Il progetto si è esteso a tutta la città, si chiama “Accoglimi“, e nel primo mese ha registrato 250 accessi di ragazzi tra i 18 e i 34 anni. Sta funzionando bene e ci auguriamo possa diventare un modello anche per altre città». 

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L’assessora ha poi ricordato l’importanza delle scuole, luoghi dal grande potenziale inespresso, da valorizzare maggiormente per lo sviluppo di nuove progettualità: «Quello delle scuole è un tema fondamentale. Quest’estate grazie alle scuole riusciremo a garantire opportunità di formazione, intrattenimento e cultura per tutti i ragazzi che rimarranno a Milano e lo facciamo con dei patti di comunità, strumenti di partecipazione che consentono alle associazioni di usufruire dei luoghi e offrire corsi ai ragazzi. Un modo per sfruttare meglio spazi che hanno già una loro sostenibilità». 

«Gli spazi per i giovani devono essere disegnati dai giovani. A Milano abbiamo gli spazi WeMi incorporati con altre realtà come ad esempio il RAB, un luogo di aggregazione dove per qualche ora nel pomeriggio sono presenti gli operatori sociali ed è possibile prendere appuntamento. – ha dichiarato Gaia Romani – Dare spazi ai giovani, inoltre, passa dalla rete, chiedendo aiuto, ad esempio, alle Fondazioni più strutturate, che sanno mettere in campo modelli gestionali complessi e che si mettono in gioco per sostenere le associazioni giovanili con l’obiettivo di renderle autonome nel tempo. A Milano lo stiamo già facendo. Un altro aspetto fondamentale è la collaborazione con le Università del territorio».

Da sinistra Damiano Tommasi, Beatrice Verzè, Gaia Romani e Jacopo Buffalo
Da sinistra Damiano Tommasi, Beatrice Verzè, Gaia Romani e Jacopo Buffolo.

Infine, sul coinvolgimento dei più giovani nella politica l’assessora ha affermato che è essenziale partire dal dialogo e dalla responsabilizzazione delle persone. «Bisogna parlare ai giovani, coinvolgerli ma senza usare la solita retorica – ha spiegato Romani -. A Milano abbiamo il Consiglio dei ragazzi e delle ragazze, un istituto importantissimo, composto da ragazzi delle elementari e delle medie che in ogni Municipio partecipano ai temi della città e con cui interloquiamo costantemente. Stiamo lavorando per capire come fornire loro degli strumenti amministrativi comparabili a una delibera di consiglio comunale, un sistema che impegni la Giunta e il Comune a portare avanti le loro proposte».

I moderatori si sono detti contenti dell’incontro organizzato, in quanto sono sia riusciti ad attirare l’attenzione dei giovani, sia a riqualificare una delle zone abbandonate di Verona. «Con l’evento “Generazione in Rete” siamo riusciti a fare due cose impensabili allo stesso tempo: riqualificare uno spazio degradato, da troppo tempo lasciato a se stesso, e parlare ai giovani con i giovani – afferma Buffolo -. L’onda gialla continua a creare partecipazione e trasporto. Volevamo parlare di noi senza retorica e moralismi: ce l’abbiamo fatta e ringrazio Gaia Romani per i preziosi spunti che ci ha fornito».

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In chiusura dell’incontro è intervenuto anche il candidato sindaco Damiano Tommasi che si è rivolto alla platea di giovani presenti. «I giovani hanno bisogno di persone che credano in loro e noi abbiamo il compito di farlo – dichiara Tommasi -. C’è una bellissima poesia di Loris Malaguzzi, pedagogista di Reggio Emilia fondatore del progetto Reggio Children, che si intitola “Invece il cento c’è” e che ricorda che spesso noi adulti rischiamo di chiudere delle finestre e di ripetere ai più giovani “questo non si può”. Tutti voi siete parte di un progetto che sembrava impossibile per Verona e io dico che non è vero che non si può. Da genitore ed educatore sono affascinato dai sogni dei bambini e dei ragazzi, da tutta questa energia.

«Sono stato presidente dell’associazione dei calciatori per 9 anni e i progetti più belli non sono stati quelli che ho fatto partire, sono stati quelli che non ho ostacolato e credo che i giovani abbiano molte idee che vale la pena portare avanti e che il nostro compito sia quello di non porci limiti – continua Tommasi -. L’abbiamo visto in questa proposta politica. Nella mia vita spesso sono andato ben oltre i miei limiti e se l’ho fatto è perché lungo il cammino non ho incontrato nessuno che mi dicesse “non si può”.  Questo è il nostro compito di adulti e amministratori, non dire mai non si può ai giovani che vogliono mettere energia e progettualità a servizio della città. Ecco, mi auguro che Verona diventi il luogo dove si può».

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