Gender, fuoco incrociato su Sboarina
Infuria la polemica per il programma del neosindaco Federico Sboarina contro la diffusione delle teorie gender nelle scuole e per il ritiro dalle biblioteche e dalle scuole dei libri che le promuovono. Oggi l’attacco dell’opposizione, in particolare del deputato grillino Mattia Fantinati.
di Francesco Barana
La giunta è ancora da ufficializzare, ma il sindaco Federico Sboarina è già sotto tiro.
Motivo? il suo programma elettorale, ancora in evidenza sul sito di Battiti, che a pagina 17 prevede testualmente il “contrasto alla diffusione delle teorie del gender nelle scuole” e il “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole dei libri e delle pubblicazioni che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”.
Il presidente dell’associazione italiana editori Riccardo Franco Levi definisce “inaccettabile” l’espressione “ritiro dalle biblioteche”, mentre Rosa Maiello, presidente dei bibliotecari, parla di “forme anacronistiche di censura”.
Ma il fuoco incrociato proviene anche dai banchi dell’opposizione. Giorgio Pasetto tosiano di provenienza radicale chiosa: “Questa opposizione sistematica alla teoria gender non fa che alimentare sentimenti omofobi”. Tommaso Ferrari leader della lista di centrosinistra Verona Civica difende la “libertà di stampa ed espressione che è linfa vitale” e spiega che “i diritti civili per le coppie omossessuali non devono messere messi in discussione”. Ma è Mattia Fantinati deputato del Movimento Cinque Stelle ad attaccare frontalmente: “Mentalità retrogada e medioevale. Idee vetuste, folli e anacronistiche, il sindaco torni nel medioevo”.
Sboarina non fa passi indietro: “Sono per il confronto di opinioni, per la libertà di espressione e di stampa. Sono convinto che la famiglia è composta dalla mamma e dal papà e difenderò sempre questo valore, soprattutto nella formazione dei nostri bimbi e dei nostri ragazzi”.
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