Gaza, MSF: «Ospedali pieni, bambini feriti arrivano senza le famiglie»

Medici Senza Frontiere ribadisce l'appello per un cessate il fuoco immediato per evitare altre morti nella Striscia di Gaza. 

Distruzione nella Striscia di Gaza

Medici Senza Frontiere afferma in una nota di essere «inorridita dalle notizie che giungono dal campo di Jabalia a Gaza dove un numero elevato di persone sarebbe stato ucciso da un attacco israeliano. Dopo l’attacco, molti feriti sono arrivati all’ospedale di Al Shifa, dove i team di MSF stanno contribuendo a fornire cure mediche d’emergenza».

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«Alcuni bambini sono arrivati in ospedale con ferite profonde e gravi ustioni. Sono arrivati senza le loro famiglie. Molti gridavano e chiedevano dei loro genitori. Sono rimasto con loro finché non abbiamo trovato un posto, perché l’ospedale era pieno di pazienti», dichiara Mohammed Hawajreh, infermiere di MSF.

MSF condanna quest’ultimo episodio di violenza insensato e ribadisce l’appello per un cessate il fuoco immediato per evitare altre morti nella Striscia di Gaza. 

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La testimonianza di una operatrice umanitaria di MSF a Gaza

«Stiamo vivendo un incubo a occhi aperti. Ci mancano i beni più essenziali. Più di un milione di persone sono sfollate, compresa la mia famiglia ed io. Ci siamo trasferiti dal nord di Gaza a quella che chiamano la zona sicura, ma nessun luogo è sicuro. Qui vengono commessi massacri. Ci sono intere famiglie spazzate via».

«Agli ospedali dove la gente si rifugiava è stato chiesto di evacuare. Gli ospedali non sono al sicuro dai bombardamenti che hanno preso di mira anche gli edifici vicini. Interi quartieri sono stati distrutti. Non sappiamo a cosa andremo incontro. Non sappiamo se potremo tornare a casa. Non sappiamo cosa succederà. Sappiamo solo che viviamo in condizioni pessime e che il mondo ci guarda».

«Nessuno fa nulla per fermare le uccisioni. Dicono che ci sono giustificazioni per questa guerra, ma io vedo solo civili presi di mira e uccisi. Spero che ne usciremo sani e salvi. Teneteci nelle vostre preghiere e nei vostri pensieri».

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