Gang giovanili, Borchia: «Dalla Lega nuovi strumenti per contrastare il fenomeno»

Venerdì sera, a Golosine, si è svolto l’incontro pubblico "Sicurezza: stop baby gang, dalle parole ai fatti", promosso dall'eurodeputato Paolo Borchia. «Chiaramente servono soluzioni sul breve periodo, ma serve anche tanta prevenzione», ha affermato.

Paolo Borchia gang giovanili
Paolo Borchia, Andrea Ostellari e Roberto Massucci all'incontro di venerdì sera
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Contrasto alle gang giovanili e alla violenza dei minori grazie al decreto legge di questo governo che inasprisce le sanzioni sui crimini commessi da giovanissimi, dotando di nuovi strumenti legislativi anche i Questori. Se ne è discusso venerdì sera a Golosine nel corso dell’incontro pubblico “Sicurezza: stop baby gang, dalle parole ai fatti”, alla presenza di un centinaio di persone tra sindaci, vicesindaci, amministratori locali, imprenditori e diversi cittadini. 

«Lo ribadisco: mai più episodi come quelli del 2 giugno del 2022 sul Lago di Garda grazie alla stretta decisa sulle baby gang. Concretezza e rigore sono racchiusi nelle misure approvate: ammonizione dei ragazzi dai 12 ai 14 anni, sanzioni più dure per chi non va a scuola e per i genitori – fino a oggi la punizione era ridicola, appena 30 euro -; lavori socialmente utili per riparare subito il danno compiuto oppure un processo senza sconti; daspo, ovvero il divieto per il ragazzo di frequentare determinati luoghi». Così l’eurodeputato Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega di Verona, promotore e relatore dell’incontro.

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«La Lega e il governo, con il supporto delle questure, cercano con proposte concrete di combattere quello che è uno tra i fenomeni più seri legati alla sicurezza in molte città come Verona e Padova, e che in questi anni è diventato sempre più grave perché colpisce la cittadinanza e colpisce i territori. Con l’incontro di ieri sera, davvero molto partecipato, abbiamo deciso di illustrare, insieme ad Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, e a Roberto Massucci, questore di Verona, quelli che sono i rimedi più concreti che a livello legislativo si prefiggono di contrastare la violenza giovanile, e metterli a disposizione degli amministratori e della cittadinanza. Importante, infatti, la presenza di tanti sindaci in sala per delineare una sinergia comune», ha aggiunto Borchia.

L’eurodeputato ha poi concluso: «È chiaro che servono soluzioni sul breve periodo che sono quelle che la gente ci chiede, ma serve anche tanta prevenzione. Un pacchetto di misure che non devono rincorrere il flusso di cronaca o quelli che sono i singoli episodi, serve un qualcosa di più strutturale. Il decreto Caivano va esattamente in questa direzione».

Il sottosegretario alla Giustizia, senatore Andrea Ostellari ha aggiunto: «Ai nostri giovani va spiegato che non esistono solo diritti, ma anche e soprattutto doveri. Nei confronti degli altri come pure di loro stessi. Ringrazio l’eurodeputato Paolo Borchia e il questore di Verona Roberto Massucci, con cui abbiamo discusso delle novità introdotte dal governo per il contrasto della criminalità minorile. Voglio ripeterlo: il famoso decreto Caivano potrebbe chiamarsi anche decreto Verona. Sia perché anche qui si sono registrati gravi episodi criminali. Sia perché i nuovi strumenti di legge sono stati istituiti anche grazie alle sollecitazioni provenienti proprio da questo territorio e dallo stesso questore».

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