Fuori dal Comune #26: Cologna Veneta, tra storia e gastronomia

Tanta storia e tante golosità sono alla base di Cologna Veneta, il comune del mandorlato. Il sindaco, Manuel Scalzotto, ci ha parlato del suo paese e delle bellezze che lo caratterizzano.

Manuel Scalzotto
Manuel Scalzotto

Il sindaco di Cologna Veneta, Manuel Scalzotto, si è raccontato ai nostri microfoni, tra curiosità e percorso professionale.

Partirei con la mia domanda di rito. Oggi sei sindaco, ma da bambino qual era il lavoro dei tuoi sogni?

Il calciatore. A Cologna Veneta nel 1977 c’erano i giardini pubblici dove andavamo a giocare a calcio, non c’era grande opportunità di praticare altri sport, dunque avevo sempre il pallone tra i piedi. Ero piuttosto mediocre, ma mi divertivo.

E adesso ti diletti in qualche altro sport?

Ho giocato a pallone fino al 2016 ma con l’incarico di sindaco mi era difficile proseguire con la stessa frequenza, quindi ho dovuto alzare bandiera bianca. Adesso però ho il privilegio di frequentare la nazionale dei sindaci.

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Questa passione per il calcio ti è stata trasmessa dalla tua squadra del cuore, immagino…

Sì, ho sempre avuto la passione del pallone e mi divertivo a giocare con i miei amici. A volte vedevo l’autobus dei tifosi del Verona che partiva per andare allo stadio. Me lo ricordo come fosse adesso il giorno in cui ho insistito perché mio padre mi portasse al Caffettin ed arrivati lì ha individuato Giuliano, un suo amico, che mi ha fatto salire sull’autobus a vedere Verona-Avellino, partita che finì 3 a 0. Avevo 12 anni, e da quel momento ogni volta che potevo sono andato allo stadio.

Per te, come per tanti altri tuoi colleghi, l’Hellas è quindi una fede?

Esatto, è una passione. Chi ha avuto l’opportunità di seguire il Verona ha provato delle esperienze che gli altri non possono capire. Se sei tifoso della Juventus vinci sempre, noi del Verona invece abbiamo dovuto combattere.

Con queste uscite potesti diventare telecronista…

Mi impegno nel divulgare correttamente in modo da farmi capire. Il trucco è pensare di avere Giulio Tremonti e papà davanti: io ho queste figure di riferimento. Papà è quello intelligente, seppur poco istruito, Giulio Tremonti è un grandissimo economista dal grande bagaglio culturale. Se riesco, ipoteticamente, a far capire i contenuti a entrambi sono già a buon punto.

Parlando di Cologna Veneta, il must del tuo Comune è il mandorlato, a te piace?

Allora, io lo mangio, ma se dovessi scegliere tra il dolce e il salato sceglierei sicuramente quest’ultimo. Chiaramente non disdegno nemmeno i dolci.

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Un’altra cosa interessante su di te è che sai benissimo il tedesco, perché?

Benissimo è forse esagerato, direi che mi faccio capire e capisco tutto. Ho fatto un anno di università in Germania durante l’Erasmus, nella cittadina di Passau, al confine con l’Austria. È stata un’esperienza straordinaria, sia come approfondimento culturale, sia come approfondimento umano. Lì ho incontrato Peter, il mio coinquilino che come me aveva la morosa a centinaia di chilometri di distanza, aveva la mia stessa età, più o meno gli sgessi gusti e ci siamo davvero trovato. Dopo circa 25 anni, siamo ancora in contatto e questa settimana ho avuto come ospite suo figlio Alexander che è venuto in vacanza a Verona con la ragazza. Ritengo che la conoscenza ti permetta di vivere bene e di provare emozioni e si tratta di qualcosa su cui punto molto. Quindi è stata un’esperienza ricca.

Un’ultima domanda per te Manuel su questa prima parte, una domanda classica: c’è una cosa che la gente non sa di te?

Sono un gran lettore di Pangea, una rivista letteraria.

Procediamo con le critiche che abbiamo raccolto dai cittadini di Cologna Veneta: partiamo dal tema sicurezza, con alcuni episodi di spaccio che si sono verificati nell’ultimo periodo…

Il tema della sicurezza non è un tema precipuo di Cologna Veneta ma è comune a tutte le nostre realtà. Oggi viviamo una forte presenza di stranieri, ma non è la provenienza il problema, ma il fatto che qualcuno adotti atteggiamenti che possono ledere gli altri. Alcuni si integrano mentre altri no. Questo non succede solo in Cologna Veneta ma anche in zone quali San Bonifacio, Legnago, Minerbe ecc. Si tratta di un tema su cui i sindaci hanno tanta buona volontà ma dove prevale un po’ di impotenza perché, secondo il mio parere, gli strumenti ci devono essere dati dallo Stato. Sono abbastanza preoccupato anche se la percezione è maggiore rispetto al problema effettivo.

Andiamo avanti concentrandoci sul tema della viabilità…

Questa è una critica che non mi sento di accettare perché posso definire, con molto orgoglio, Cologna come un paese dove si può parcheggiare dove si vuole. Non ci sono stalli blu, c’è un parcheggione a inizio paese. Ritengo che la viabilità abbia un problema comune dovuta alla velocità, magari. Le auto di oggi in terza fanno i 70km/h e ti sembra di essere fermo, io da giovane con l’auto della mamma a quella velocità pensavo di decollare. Da seduto in auto non si nota la velocità a cui si va ma da fuori i cento li vedi.

C’è chi dice che c’è qualche trattore di troppo…

Il trattore aiuta ad andare piano. È un dissuasore.

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