Fuori dal Comune #24: Soave, il borgo sotto al castello

Ospite dell'ultima puntata di Fuori dal Comune, Matteo Pressi, primo cittadino di Soave e tra i più giovani sindaci della provincia. Partirei con la mia tradizionale domanda di rito: oggi sei sindaco, ma da bambino che lavoro volevi fare? Diverse cose, dal meccanico all'astronauta. Mi ha sempre affascinato anche l'idea di lavorare in banca, ma…

Ospite dell’ultima puntata di Fuori dal Comune, Matteo Pressi, primo cittadino di Soave e tra i più giovani sindaci della provincia.

Partirei con la mia tradizionale domanda di rito: oggi sei sindaco, ma da bambino che lavoro volevi fare?

Diverse cose, dal meccanico all’astronauta. Mi ha sempre affascinato anche l’idea di lavorare in banca, ma poi quando ho iniziato l’università ho capito che mi sarebbe piaciuto invece insegnare. Penso che l’istruzione e la sanità siano le cose più importanti di una società, e siccome la sanità non è proprio il mio campo, ho voluto concentrarmi sull’istruzione, in particolar modo quella universitaria. Non ti annoia mai, è stimolante e alla sera è soddisfacente pensare di aver avuto un impatto sugli altri.

Sei tra i sindaci più giovani della provincia, quindi la domanda sorge spontanea. Ma chi te l’ha fatto fare di fare il sindaco?

Sono felicissimo della mia scelta. Sono diventato consigliere a 18 anni, la passione per la politica c’è sempre stata. Appena sono entrato in Comune ho capito che mi sarebbe piaciuto diventare sindaco, per via del contatto con le persone e per l’opportunità di fare qualcosa di concreto per la comunità.

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

La tua carriera politica, così giovane, ha influito sul tuo percorso universitario?

Il mio lavoro e la mia passione evolvono insieme, la testa quindi è perennemente concentrata sul tema.

Tra le tue passioni c’è anche il viaggio: qual è la tua meta preferita?

La Cina. Ci sono stato da solo, girando tutta la regione di Shanghai. È la realtà più diversa al mondo occidentale che ho mai incontrato nei miei viaggi, ho imparato molto da quest’esperienza.

Nelle ultime settimane si è molto parlato di te, in relazione alla polemica con Vittorio Sgarbi. Raccontaci com’è andata.

È stato tragicomico. Ero a Roma per il 2 giugno, quando ho visto Sgarbi e mi sono fermato con lui a parlare. Lui conosceva tutto di Soave, e abbiamo deciso di fare questa gag destinata ai miei amici di Monteforte d’Alpone, che poi giro loro in privato. Questi amici però, forse perché divertiti, l’hanno inoltrato ad altre persone, creando una catena infinita che è arrivata a persone che non conoscevano il retroscena scherzoso della vicenda. Decontestualizzato, questo scherzo non è sembrato uno scherzo, chiaramente. Mi è dispiaciuto, mi sono trovato in mezzo a una situazione non voluta, e con il sindaco di Monteforte non c’è stato nemmeno bisogno di chiarirsi, ci conosciamo e collaboriamo da tempo. È tutto finito bene e ci siamo riappacificati bevendoci su: rigorosamente una bottiglia di vino prodotta a Soave e una a Monteforte.

C’è qualcosa che, secondo te, la gente ancora non sa di te?

Canto benissimo. Ad alcune sagre, infatti, prendo il microfono e canto.

Passiamo poi alle critiche raccolte dai cittadini di Soave. La prima riguarda i pochi parcheggi…

I parcheggi sono oggettivamente pochi, per un motivo strutturale. Essendo una cittù murata è concepita per essere stretta. Per ovviare il problema stiamo acquistando il vecchio ospedale per realizzare trecento parcheggi appena fuori dalle mura, credo che entro la fine del mio mandato sarà pronto.

LEGGI LE ULTIME NEWS

La seconda critica riguarda le poche attività commerciali…

È vero fino a un certo punto. Nell’ultimo anno ne hanno aperte tre in centro storico. C’è un’offerta diversificata, dall’artigianato a un bar e un ristorante nuovo. Io credo che il centro si stia rivitalizzando bene. Ci manca l’edicola, faccio un appello a chiunque voglia mettersi in gioco.

L’ultima critica riguarda gli orari di apertura del castello poco favorevoli per i turisti…

Il castello è privato. Noi abbiamo fatto un percorso con i proprietari e le cose stanno andando meglio, per esempio il 2 giugno siamo riusciti a organizzarci per tenerlo aperto. Forse gli orari sono un po’ scomodi, è vero, ma c’è una buona sensibilità da parte dei proprietari e un buon livello di attenzione.

Guarda l’intervista

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!