Fuori dal Comune #2: Marcello Lovato e il Comune di Caldiero

Ospite della seconda puntata di Fuori dal Comune, il sindaco di Caldiero, Marcello Lovato. Insieme a lui abbiamo affrontato le tematiche più calde riguardanti il paese dell'Est Veronese, riportando le voci dei cittadini. Parto con la domanda di rito: che lavoro volevi fare da bambino? Come tutti i bambini, lo scienziato o l'astronauta. Poi la…

Ospite della seconda puntata di Fuori dal Comune, il sindaco di Caldiero, Marcello Lovato. Insieme a lui abbiamo affrontato le tematiche più calde riguardanti il paese dell’Est Veronese, riportando le voci dei cittadini.

Parto con la domanda di rito: che lavoro volevi fare da bambino?

Come tutti i bambini, lo scienziato o l’astronauta. Poi la vita mi ha portato a fare tutt’altro, ma sono felice sia del mio lavoro sia degli impegni di volontariato che ho avuto.

Che studi hai fatto?

Io sono geometra di formazione. Avrei voluto fare il liceo, ma ho fatto la scuola professionale: la mia generazione, quella degli anni ’80, pensava fosse importante conseguire un diploma professionale. Mi sono poi iscritto ad Architettura, ma per motivi lavorativi non sono riuscito a frequentarla, e ho optato per una facoltà umanistica, laureandomi in Lettere e Pedagogia, con una tesi in geografia.
Sei sempre stato molto attivo nel campo del sociale e del volontariato, ti abbiamo visto anche nelle foto del 100esimo anno dello scautismo a Verona che si è tenuto in Arena qualche giorno fa. Che legame hai con gli scout?
Ho sempre collaborato con lo scautismo, pur non essendo scout, soprattutto nella zona di Legnago. La mia indole, quando ero giovane, era di frequentare tutte le realtà territoriali del mondo giovanile, quindi non sono scautismo ma tanto altro, fino all’impegno studentesco. Lo scautismo mi ha dato tanto, molti stimoli e tante belle amicizie.

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Tra questi stimoli che ti ha lasciato lo scautismo rientra anche l’amore per l’ambiente e le passeggiate in montagna: una tua grande passione…

Una cosa che ho sempre sognato è potermi concedere dei cammini appena ho un attimo libero. Ogni tanto ho la necessità di staccare, e quando posso faccio alcuni cammini, sono stato otto volte a Santiago, per esempio, e anche in Italia ho percorso svariati percorsi. Il mio sogno è fare un trekking in Islanda; nel cuore, invece, mi è rimasto il tratto portoghese del cammino di Santiago. Quando ho bisogno di “evadere” dalla realtà quotidiana, scelgo quel posto.

C’è qualche altro hobby in cui ti diletti?

Escursionismo e attività sociali sono quelle che riempiono la mia vita al momento. Ho avuto la fortuna di poter pubblicare i miei ricordi sui viaggi e sui miei cammini.

C’è qualcosa che la gente ancora non sa di te?

A dire la verità cerco di essere il più trasparente possibile. L’unica cosa che cerco di mantenere privata è la mia vita familiare, con i miei figli e mia moglie, perché riteniamo che l’ostentazione non sia la cosa migliore. Ci tengo a non contaminare le due cose e a preservare la mia famiglia. A casa sono Marcello, in pubblico sono il sindaco di Caldiero.

Nei giorni scorsi siamo andati in giro per il paese per raccogliere un po’ di opinioni dei cittadini: nessuno si è lamentato. Io però ti chiedo di fare le veci dei cittadini e fare un po’ di autocritica e dirmi qualche criticità magari in agenda…

Vorrei parlare dei sogni, più che delle criticità. Sogno una piscina coperta, insieme agli altri desideri che coltivo insieme agli altri caldieresi. Un Comune di ottomila abitanti fa fatica a sostenere un impegni di spesa di cinque o sei milioni di euro, per questo dico che al momento è un sogno. Le criticità che rilevo sono quelle che vedo anche in tanti altri Comuni: i pochi spazi per i giovani, le avvisaglie di disagio giovanili che mi preoccupano, il problema di alcune famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, e il problema degli affitti davvero molto elevati a Caldiero.

L’anno scorso hai ricevuto un grandissimo consenso alle elezioni. Ne senti un po’ la pressione?

Ho avuto una grande percentuale, ma le opposizioni storiche non hanno avuto la forza di presentare delle liste. La gente quindi o ha votato noi, o non è andata a votare. Sento una grande responsabilità, perché significa che la gente crede in quello che fai. La gente ha molte aspettative su di te, soprattutto se sei al secondo mandato, e quindi devi impegnarti per non deluderle.

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