Fuori dal Comune #19: Sant’Ambrogio di Valpolicella, la quiete tra i vigneti

Roberto Albino Zorzi, sindaco di Sant'Ambrogio, ci ha raccontato il suo comune e il suo percorso da amministratore: tante le sfide affrontate e quelle da affrontare per rendere la Valpolicella sempre più viva e desiderata

Roberto Albino Zorzi

Il sindaco Roberto Albino Zorzi del Comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella si è raccontato in maniera inedita ai microfoni di Radio Adige Tv tra “confessioni” e confronti con i cittadini.

Partirei con la mia solita domanda di rito: oggi sei sindaco, ma da bambino cosa volevi fare?

Io da bambino volevo fare il muratore perchè mio nonno e i miei zii erano muratori, mentre il papà veniva dal mondo dei marmisti. Però mi piaceva la malta, muovere le carriole. E infatti dopo sono diventato geometra e ho seguito il campo del marmo.

Tu sei anche alpino. Come sei arrivato nel corpo?

Quando mi sono diplomato nel 1981 al Cangrande, mi è arrivata la famosa cartolina per partire e fare il militare, con destinazione Friuli e sono entrato negli Alpini. Ancora oggi sono iscritto al gruppo alpini di Sant’Ambrogio: è una grande famiglia.

La montagna hai iniziato ad amarla da alpino o già prima?

La montagna ce l’avevo già nel cuore ed essere alpino è stato un valore aggiunto. Vado spesso anche ora a camminare a fare qualche arrampicata.

Visto che parliamo di Valpolicella: sei amante del vino bianco o rosso?

Entrambi sono ottimi vini. Il bianco lo gusto come aperitivo, mentre il rosso è più impegnativo.

Partiamo con le critiche che abbiamo raccolto tra i cittadini: la prima riguarda i trasporti pubblici carenti

I trasporti non sono gestiti dal comune, ma dalla Provincia. Incentivare più autobus si può fare, ma poi bisogna vedere se ci sono le richieste per giustificarli.

La seconda critica è sul fatto che manca un negozio di alimentari

Per quanto riguarda questo problema dico una cosa sola: la mia famiglia è stata una delle ultime ad avere il libretto con cui andava a pagare a fine mese la spesa nell’ultimo negozio di alimentari rimasto aperto a Sant’Ambrogio. Poi con l’avvento dei supermercati – ne abbiamo cinque sui confini – è diventato difficile. È vero: manca un negozio di alimentari, ma poi chi lo aprirà avrà la possibilità di continuare e arrivare a un fine mese adeguato?

L’ultima critica riguarda la poca pulizia: ci sono pochi operatori ecologici

Questo è un tema sensibile per me perchè sono spesso in prima linea a pulire e a sistemare. In questo momento non abbiamo molta possibilità di fare assunzioni, quindi dobbiamo tamponare con un colpo da una parte e uno dall’altra. Anche i cittadini, in ogni caso, devono fare la loro parte con un po’ più di senso civico.

Proseguendo sul tuo ruolo istituzionale: sei riuscito a fare quello che ti eri proposto di fare in campagna elettorale?

No, non ci sono riuscito, anche perchè nel secondo mandato siamo stati rallentati dal Covid e, anche ora, siamo rallentati dalla burocrazia.

Hai qualche rammarico a riguardo?

Dal mio punto di vista ci siamo impegnati su tutti i fronti, ma se dovessi essere sincero avrei voluto completare gli impianti sportivi Montidon. Ci stiamo lavorando con progettazioni e chi arriverà dopo potrà proseguire.

Avrai nostalgia del tuo ruolo, visto che ormai manca poco alla fine del mandato?

È un ruolo difficile, ma è anche entusiasmante. Stai vicino alla gente anche nei momenti difficili per risolvere problematiche. Ho avuto modo di apprezzare e vedere tante situazioni, quindi sicuramente rimpiangerò il ruolo nonostante le critiche e le difficoltà.

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