Frode fiscale, sequestri della Finanza a Padova e Verona

La Guardia di Finanza di Padova ha proceduto al sequestro di beni per circa 4 milioni di euro, anche in territorio veronese, nei confronti dei vertici di un’associazione per delinquere specializzata nella vendita del pellet.

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Foto d'archivio
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I Finanzieri del Comando Provinciale di Padova hanno eseguito il sequestro preventivo di beni, per un ammontare complessivo di 3 milioni e 800 mila euro, nei confronti dei vertici di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati fiscali nel settore del commercio di pellet

Il provvedimento cautelare, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Rovigo su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha diretto le indagini, è stato emesso a conclusione di un’articolata attività investigativa che, già nel giugno del 2020, aveva portato alla denuncia di 23 responsabili, di cui 7 sottoposti a misure restrittive della libertà personale. 

Dopo gli arresti, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Padova hanno esaminato la documentazione amministrativo-contabile di 9 imprese, amministrate di fatto dal promotore del sodalizio criminale radicato nella bassa padovana, già condannato, tra l’altro, per associazione di stampo mafioso. 

Gli elementi acquisiti, unitamente all’analisi di oltre 130 rapporti finanziari intestati alle imprese e ai diversi prestanome coinvolti, hanno permesso di ricostruire la reale catena di controllo delle stesse e di quantificare il profitto tratto dalla frode fiscale, perpetrata attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, in oltre 3,8 milioni di euro. 

Nel dettaglio, l’esecuzione del provvedimento dell’Autorità giudiziaria, avvenuta nelle province di Padova e Verona, ha consentito di sequestrare un’autovettura, 10 autoarticolati, un piazzale adibito ad area di sosta per mezzi pesanti, un complesso aziendale operante nel campo della logistica e del trasporto di merce su strada, affidato ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale, e più di 40 mila sacchi di pellet, per un controvalore, al dettaglio, di 200 mila euro circa, rinvenuti all’interno di un magazzino non dichiarato. 

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