Francesca Toffali: «12 giugno? Sto riflettendo incondizionatamente libera»

L'assessore Francesca Toffali ripercorre la sua carriera politica e i suoi cinque anni di mandato con la Giunta di Verona in vista della sua ricandidatura alle prossime elezioni amministrative del 12 giugno. Non tutti sanno che fu anche candidata sindaco, nel 2007.

Francesca Toffali
Francesca Toffali

In occasione delle prossime elezioni amministrative del Comune di Verona del 12 giugno, il Gruppo Verona Network dedica ogni giorno un appuntamento con la politica locale, invitando ospiti sempre diversi. Oggi è il turno di Francesca Toffali, assessore comunale della Lega. Toffali racconta il suo percorso politico, citando gli esordi con Forza Italia, la sua candidatura da sindaco di Verona del 2007 e i suoi ultimi cinque anni in cui ha lavorato in amministrazione comunale affianco all’attuale sindaco Federico Sboarina.

Ricordiamo prima le radici politiche dell’assessore Francesca Taffoli. Lei ha iniziato la sua esperienza politica a metà degli anni 90 con Forza Italia. Che cosa la colpiva di Silvio Berlusconi?

Quando ho iniziato il mio percorso politico avevo vent’anni ed ero ancora all’università. Ormai da quel momento sono passati quasi 30 anni. La novità era la libertà, una cosa che perseguo ancora oggi.

Questo matrimonio con Forza Italia non durò però molto, giusto?

Direi di no. Solo qualche anno, perché sono stata un po’ delusa. Quando si inizia si hanno delle idee molto romantiche della politica e poi in realtà ci si scontra con la nuda realtà, soprattutto nei paesi più piccoli. Io vengo da Marchesino e facevo politica a Buttapietra. Le necessità molto spesso non collimano con le proprie idee. Bisogna agire, fare e magari rinunciare a perseguire anche qualche proprio ideale. E da lì, quindi, ho deciso di restituire la tessera.

LEGGI ANCHE: Crisi idrica, 230mila euro per le autobotti nell’Est Veronese

E questo rimanere poi per un po’ lontani, anche se mai del tutto, dalla politica è stato forse frutto di quella prima delusione?

No. È stata una lontananza dai partiti. Ma non è mai stata una lontananza politica. Sono sempre stata radicata nel tessuto del volontariato e quindi di fatto ho tramutato la mia passione politica e i miei ideali politici in un’attività civica, anche se non radicata all’interno dei partiti.

L'assessore al Bilancio Francesca Toffali comune di verona
L’assessora del Comune di Verona Francesca Toffali

La politica, con la P maiuscola insomma le piace. Che cosa le dà? Adrenalina forse?

È una bruttissima malattia. Se la prendi non ti passa più. Mi piace l’idea di poter migliorare la condizione impellente in cui ci si trova. Io non sono una che si lamenta. Se una cosa non va bene tendo a migliorarla. La politica fornisce questa possibilità, ovvero ci permette di metterci le mani, la faccia per migliorare la propria condizione di vita cittadina e quella degli altri all’interno di una società. Il miglioramento è l’ideale da perseguire.

Nel 2008 c’è stato poi il suo ingresso nel Partito della Lega, ma nell’anno prima lei si è candidata come sindaca al Comune di Verona. Ma era così un po’ una follia giovanile, oppure, col senno di poi, lo rifarebbe. E poi sarebbe stata pronta per fare il sindaco di Verona?

Nel 2007 non ero assolutamente pronta a candidarmi come sindaca. Sarei stata un’incosciente. È stata una serie di coincidenze che hanno portato il gruppo di cui facevo parte a vedere la mia candidatura come un’opportunità. È stata però un’esperienza stupenda con un gruppo di amici altrettanto belli e qualcuno, tra l’altro, che ancora mi è vicino.

E questa audacia probabilmente le è piaciuta. Tant’è che poi nel 2008 la Lega ha deciso di arruolarla e lei comunque è entrata in Lega e ha iniziato poi il suo percorso fino al 2017, quando si è candidata per il consiglio comunale.

Sì esattamente! Nel 2017 mi sono candidata all’interno del partito Lega, al quale sono iscritta dal 2008. Ho avuto poi anche la soddisfazione di essere stata individuata come assessore del partito all’interno della giunta Sboarina.

Che aspettative aveva nel 2017, alla vigilia della sua candidatura?

Cinque anni fa non ero residente nel comune di Verona e quindi, pur abitando dal 2003, la mia candidatura è stata una sfida nella sfida. Il mio primo obiettivo era quello di entrare in consiglio comunale e ci sono riuscita con i numeri. Sono poi stata anche la prima donna tra le elette della Lega e di conseguenza anche per diritto. Mi è stata data l’opportunità di occupare un posto anche nella Giunta.

Insomma, sono stati cinque anni molto intensi anche per quello che è accaduto. Inutile ricordarle l’emergenza Covid e poi in questi ultimi mesi anche altri tipi di emergenze. Un assessorato in un comune come quello di Verona pesa.

Pesa soprattutto nel 2020. Mi è pesato particolarmente l’assessorato al Bilancio. Mi alzavo a marzo e ogni mattina e mi chiedevo “ma proprio a me doveva capitare una situazione del genere quale assessore al Bilancio?” Da un giorno all’altro abbiamo visto le casse comunali scendere. Le entrate non arrivavano più e c’erano sempre maggiori costi da sopportare proprio per il Covid. Ricordo che abbiamo fatto un equilibrio di bilancio a luglio 2020 sotto di 58 milioni di euro. Quindi i pensieri c’erano, c’erano tutti e mi sono pesati.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv:

Si riesce a dormire in quelle situazioni lì?

In quelle del 2020, no. L’operazione era un continuo cucire e scucire: appena si aggiustava una parte del bilancio, si apriva un varco da qualche altra parte e quindi bisognava riprendere in mano tutto e continuare a rielaborare. Poi nel 2021 abbiamo lavorato con un po’ più di serenità, perché avevamo lo storico dell’anno precedente e soprattutto avevamo anche una luce fuori dal tunnel, anche se tutt’ora non ne siamo ancora usciti. I conti devono tornare sempre. I giudizi anche se non tornano non è un problema. Ma i conti in Comune devono tornare.

Lei, è avvocato, però, si trova bene anche con i conti, con la matematica.

Sì, l’assessore al Bilancio deve fare una politica di bilancio. Logicamente deve più che fare due più due, deve capire quali sono i settori da perseguire, quelli che ne hanno più bisogno. Quindi non è proprio una questione tecnica. contabile ma è una visione contabile più che una tecnica contabile.

L'assessore Francesca Toffali.
L’assessore Francesca Toffali.

Ci sono state soddisfazioni particolari che ha potuto provare e che ha avuto in questi cinque anni?

Ce ne sono state due in particolare. Innanzitutto l’essere riuscita, grazie anche all’apporto degli uffici del Comune di Verona, a gestire bene il bilancio del 2020 e del 2021, garantendo ai cittadini veronesi tutti i servizi e senza farne mancare nessuno. Dopodiché su altre deleghe, invece, come quella all’Unesco che era prima una delega di Fontana, mi sono potuta dedicare a una delle passioni che ho da sempre, cioè la cinta magistrale. Credo che negli ultimi due anni Verona abbia sentito parlare di Unesco e Mura, molto di più di quanto non sia successo in passato. Questa per me è una grande soddisfazione.

L’altra è la delega al turismo che ho acquisito sempre un anno fa, nel momento peggiore per il turismo, perché era completamente fermo. E anche lì ho avuto la grande soddisfazione di essere riuscita a portare la nostra DMO a un coordinamento unico con la Camera di Commercio. Unendo la DMO di Verona a quella del Lago di Garda riusciamo così ad avere una visione politica territoriale del turismo non solo comunale. La capacità di fare rete tra le due DMO è poi sfociata nella Fondazione per il Turismo nata a metà marzo.

Poi si è dovuto occupare anche del Piano nazionale di ripresa resilienza che comunque mette a dura prova le amministrazioni. Anche perché all’inizio le regole sì, erano abbastanza chiare, ma nessuno aveva esperienza. È un approccio nuovo anche alla finanza pubblica.

È un sistema completamente diverso, perché tutte le amministrazioni pubbliche, anche quella di Verona, era abituata ad attingere alla propria fonte di risorse. Con il Pnrr, invece, bisogna avere una visione capovolta: prima è necessaria la progettualità, poi esce il bando e infine si connette la propria progettualità al bando e si spera di vincerlo. Bisogna lavorare molto d’anticipo. Non credo che molti comuni in Italia siano abituati a fare questo. Ci stiamo attrezzando tutti, non solo il Comune di Verona.

LEGGI ANCHE: Medici di base, ancora 146 zone carenti nel Veronese

Verona è pronta a riprendere quel ruolo internazionale – sul piano politico, istituzionale, turistico – che aveva, nonostante le tante difficoltà?

Lei parla di relazioni internazionali, io invece mi fermerei alla parola relazioni, perché dobbiamo lavorare in primis lavorare sulle relazioni vicine all’istituzione e che si trovano nel Comune di Verona, come la Camera di commercio, l’aeroporto, il Fiera, l’Università. Poi si potrà allora ampliare l’eco rispetto ad altre tipologie di relazione come quelle internazionali. È un lavoro proprio di rete. O capiamo che dobbiamo metterci effettivamente tutti assieme ed esporci all’esterno come un grande gruppo unico del territorio veronese, non del Comune, o abbiamo già perso in partenza. La miseria del Covid ci ha aiutato ad unirci. Mentre prima ognuno bastava a sé stesso perché tanto non c’erano problemi di sorta, adesso invece abbiamo capito bisogna mettersi assieme come territorio. Prima dobbiamo curare le relazioni comunali e territoriali e poi possiamo riprendere anche quelle internazionali.

Le responsabilità che ha avuto non l’hanno sfiancata e ripresenterà la propria candidatura per il voto del 12 giugno. Per le prossime amministrative quindi il bilancio è in positivo, anche dal punto di vista personale?

Il bilancio è sicuramente in positivo, perché qualsiasi tipo di esperienza, bella o brutta che si faccia nella vita, ti arricchisce, ti fa crescere e ti fa maturare. La positività si trova sempre, anche nelle situazioni più difficili. Il 12 giugno è una data molto vicina, ma anche molto lontana. Sto riflettendo e la riflessione deve essere per forza di cose incondizionatamente libera. Anche perché, come detto prima, la libertà è una cosa che ho da sempre perseguito, fin da giovanissima. Sto riflettendo incondizionatamente libera.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?
👉 È GRATUITO!
👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM

radio adige tv