Forte San Giorgio, Zampieri: «I miei ragazzi hanno lavorato sul campo»

Il direttore di ESEV CPT Giovanni Zampieri racconta ai nostri microfoni dell'impegno della sua scuola nel completamento del restauro del Forte San Giorgio.

Si è concluso da poco l’intervento di restauro che ha interessato le coperture del Rivellino di Forte San Giorgio e che ha portato alla scoperta di un complesso sistema di recupero delle acque meteoriche. A Buongiorno Verona Live ce ne parla Giovanni Zampieri, direttore di ESEV CPT.

«Il restauro di questa parte di Forte San Giorgio è stato un progetto finanziato da Cariverona, che ne ha permesso la realizzazione, che ha portato a recuperare una parte di questa struttura andando a rifare il tetto. È stata tolta 30 cm di terra e rifatta una guaina di copertura e rimessa la terra in modo originale, per non alterare la struttura realizzata originariamente dagli austriaci. Durante questo lavoro è stato possibile osservare le modalità tecniche di come lavoravano gli austriaci stessi. Ci sono voluti tre anni, il primo anno è stato dedicato principalmente ai rilievi e nell’ultimo anno abbiamo costruito un cantiere. Questo è stato un cantiere che ha usato delle guaine innovative che hanno la caratteristica di essere recuperate a lavoro finito. Non è dunque un lavoro invasivo, ma orientato alla logica del recupero».

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L’innovazione parte anche da chi, con mano, ha avuto a che fare con questo progetto. «Questo progetto è stato gestito in maniera operativa da ESEV CPT, un ente bilaterale, formato sia dai costruttori che dai sindacati che si occupano di edilizia ed è l’ente che cura la formazione e la sicurezza n campo edile. È una realtà presente sul territorio da più di 70 anni e che ha permesso di essere presente per restituire al territorio una struttura che potrebbe esser utile dal punto di vista turistico e permettere ai ragazzi della nostra scuola di andare a toccare con mano nuove tecniche per il recupero e restauro di strutture antiche come il Forte».

La scuola ESEV CPT è aperta però non solo ai più giovani, ma a tutte le età: «In questo momento stiamo definendo un piano di sviluppo della scuola che va a toccare tutti i nostri potenziali clienti: ragazzi dai 14 ai 18 anni, persone che vogliono inserirsi nel settore dell’edilizia o i lavoratori che hanno bisogno di approfondimento. Negli ultimi anni l’edilizia è cambiata molto: oggi è considerato un lavoro ad alta impostazione tecnologica. Non è più il “lavoro sporco” e manuale di una volta, oggi richiede una forte competenza tecnologica. Auspichiamo che sempre più persone si avvicinino a questo settore».

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