Fondazione Arena, domani lo sciopero dei lavoratori

Le lavoratrici e i lavoratori di Fondazione Arena di Verona aderiranno allo sciopero generale di settore, indetto dalle segreterie nazionali a causa dello «stallo della trattativa per il rinnovo del CCNL, incrociando le braccia il prossimo 25 ottobre 2023 in occasione della recita Amleto». È quanto affermano le segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL,…

Le lavoratrici e i lavoratori di Fondazione Arena di Verona aderiranno allo sciopero generale di settore, indetto dalle segreterie nazionali a causa dello «stallo della trattativa per il rinnovo del CCNL, incrociando le braccia il prossimo 25 ottobre 2023 in occasione della recita Amleto». È quanto affermano le segreterie di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL, FIALS CISAL.

«Dal 2003 (quindi da 20 anni!) i salari di lavoratrici e lavoratori sono fermi (caso unico in Italia); questo significa che non hanno recuperato nulla rispetto all’inflazione registrata in questo  ventennio, che secondo i dati ISTAT si attesta intorno al 37%, di conseguenza l’esasperazione e il clima di tensione che si registra in tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche (FAV inclusa) è molto  preoccupante e rende ancora più complicata la trattativa nazionale», aggiungono i sindacati. 

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Le segreterie nazionali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL, hanno dunque programmato «un pacchetto di scioperi che coinvolgeranno ogni Fondazione Lirica italiana a partire dal 21 ottobre come mezzo di protesta per richiamare l’attenzione sulle continue  disuguaglianze e ambiguità di considerazione delle Fondazioni Liriche ora pubbliche, ora private  in base alle convenienze delle controparti». 

«I rappresentanti dei lavoratori della Fondazione Arena di Verona condividono pienamente le ragioni della protesta anche per rivendicare al personale artistico, tecnico e amministrativo un  contratto che rifletta l’importanza del loro lavoro, garantisca salari dignitosi e sia adeguato al reale costo della vita». 

«Fondazione Arena di Verona rappresenta uno dei gioielli culturali italiani che garantisce, grazie all’elevata professionalità e serietà delle/dei dipendenti, un indotto economico unico in Italia  capace di riverberare i suoi effetti direttamente sulle casse statali. Nonostante ciò, lavoratrici e  lavoratori sono trattati in maniera ingiusta, quindi la richiesta di un contratto che risalti il valore  delle loro professionalità e consenta di offrire spettacoli di altissima qualità è assolutamente  legittima oltre che doverosa». 

«Le OO. SS. e i rappresentanti dei lavoratori della Fondazione chiedono un dialogo aperto e costruttivo con le Istituzioni competenti e con l’associazione datoriale (ANFOLS) per raggiungere un accordo che dia risposte adeguate alle richieste dei lavoratori e permetta di porre fine a questa  situazione di stallo contrattuale». 

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