Fondazione Arena, doccia fredda per i dipendenti

Assemblea permanente dei dipendenti che stanno occupando la sede dell’ente da questo pomeriggio. La Direzione ha comunicato che recupererà dalle buste paga gli importi di alcune voci di salario erogate nel 2014 e nel 2015.

“Capiamo la rabbia ma non possiamo esimerci. Dobbiamo intraprendere questo iter perché altrimenti la Fondazione andrà incontro ad un danno erariale” così la Sovrintendente Cecilia Gasdia. I vertici della Fondazione hanno precisato di dover procedere dopo i rilievi mossi dalla Ragioneria del Ministero dei beni e delle attività culturali e dal Ministero dell’Economia e Finanza che hanno valutato come illegittima l’erogazione di queste somme, in quanto pagate in un contesto di bilancio aziendale in passivo e quindi in contrasto con quanto previsto dalla legge 100/2010. I dipendenti con le sigle sindacali, in particolare la Cisl, hanno organizzato un’assemblea permanente per andare a fondo della vicenda, che se non sarà risolta, potrebbe costare molto ai lavoratori dell’Arena già duramente provati sotto il profilo salariale. Oltre il migliaio i lavoratori coinvolti, che hanno ricevuto premi aggiuntivi nel 2014 e nel 2015. La Fondazione dovrà rispondere al Ministero entro l’aprile del 2019. I sindacati rimproverano all’ente di aver ricevuto il verbale a febbraio e di aver avviato le controdeduzioni senza coinvolgerli.

Proprio ieri dopo la conferenza stampa consuntiva che ha tirato le somme della stagione appena archiviata (1,3 milioni di incassi per 47 serate di lirica mentre l’extralirica ha portato fra concerti e spettacoli 340mila spettatori ) si salutava l’edizione 2018 con un timido sorriso, pensando a quei 26 milioni di debito che restano ancora da saldare.  I sindacati Slc Cgil , Fistel Cisl , Uilcom Uil della Fondazione chiedevano ragione «della mancata approvazione del bilancio preventivo e della validazione della operatività della programmazione al Filarmonico che deve iniziare a dicembre. Il ritardo, di cui non sappiamo le motivazioni, risulta oggi pregiudiziale rispetto alle dovute attività di marketing capace di rassicurare gli appassionati, i cittadini e i lavoratori rispetto alla vantata normalizzazione delle attività e l’ottimizzazione delle risorse che il Ministero, e i privati, hanno stanziato al riguardo». Oggi la notizia che ha gelato anche i vertici della Fondazione. Anche perché il 31 dicembre scade il piano di risanamento che per tre anni ha significato il taglio di due mensilità a circa 300 lavoratori, per non parlare il taglio del corpo di ballo.