FIT CISL Veneto chiede misure urgenti per la sicurezza del personale ferroviario
«Esprimiamo profonda preoccupazione e sdegno per il gravissimo episodio di violenza avvenuto sul treno regionale di Genova, in cui un capotreno è stato brutalmente accoltellato mentre era in servizio. A lui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà, così come il sostegno da parte di tutto il personale front line, che condividono quotidianamente le difficoltà di un lavoro esposto a crescenti rischi – commenta Paolo Burato, Operatore regionale FIT CISL Veneto -. Questo ennesimo episodio mette in luce le gravi mancanze nel sistema di sicurezza a tutela del personale ferroviario e dei viaggiatori. La sicurezza dei lavoratori sui treni deve essere una priorità assoluta, e non possiamo accettare che chi è impegnato a garantire un servizio pubblico venga esposto a tali pericoli».
La FIT CISL Veneto rinnova la richiesta di misure urgenti e concrete per garantire un ambiente di lavoro sicuro, sia a bordo dei treni che nelle stazioni.
«Chiediamo il Presidio aziendale degli accessi ai luoghi di lavoro in ambito ferroviario, un potenziamento della presenza delle forze di sicurezza sui convogli, l’installazione di sistemi di sorveglianza e di allarme adeguati e un monitoraggio costante negli spazi ferroviari. Solo con interventi decisi e tempestivi sarà possibile proteggere il personale e rassicurare i passeggeri che ogni giorno scelgono il trasporto ferroviario. Riteniamo inoltre essenziale avviare programmi di formazione specifici per il personale, per affrontare le situazioni di emergenza con maggiore consapevolezza e preparazione».
«Da tempo – interviene il segretario FIT CISL di Verona Gianluca Di Filippo – registriamo un aumento di emergenze legate ad aggressioni subite dai colleghi ferrovieri, fatti, già portati all’attenzione delle Società e per i quali attendiamo dalla dirigenza locale iniziative determinate a contrastare tali fenomeni e azioni mirate al Presidio degli accessi ai luoghi di lavoro in ambito ferroviario, per la FIT CISL sono emergenze non più rimandabili».
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