Fissata a luglio l’udienza preliminare per Filippo Turetta

Il reo confesso dell'omicidio di Giulia Cecchettin uscirà per la prima volta dal carcere di Montorio, dove è detenuto dal 25 novembre, per comparire in aula di giustizia.

carcere montorio - filippo turetta
A sinistra la casa circondariale di Verona-Montorio, a destra Filippo Turetta

Filippo Turetta vede accelerare il suo percorso giudiziario: con la richiesta di rinvio a giudizio del pm Paolo Petroni, si avvicina all’udienza preliminare già fissata dal gup Claudia Maria Ardita per il 15 e 18 luglio. Il reo confesso dell’omicidio di Giulia Cecchettin uscirà così per la prima volta dal carcere di Montorio, dove è detenuto dal 25 novembre, per comparire in aula di giustizia.

Se non vi saranno imprevisti, questo rappresenta l’ultimo passo verso il processo in Corte d’Assise per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, occultamento di cadavere e stalking. Non è prevista alcuna ipotesi di rito alternativo: il capo di imputazione lo esclude. Il 22enne studente padovano rischia l’ergastolo.

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«Ci prepariamo al processo, dove saremo parte civile, perché Giulia abbia finalmente giustizia – spiega l’avvocato Stefano Tigani, difensore di parte civile per Gino Cecchettin, il papà di Giulia, come riporta l’Ansa -. Non mi immagino ci saranno sorprese davanti al Gup, l’impianto accusatorio è solido e ben strutturato. Non sono nei panni della difesa però, quindi non posso aggiungere altro».

Secondo Tigani, il processo in Assise potrebbe iniziare già ai primi di ottobre.

Il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2023, scosse il Paese. Turetta è accusato di aver sequestrato l’ex fidanzata con un appuntamento trappola al fast food, e di averla uccisa con botte, calci e 75 coltellate. L’aggressione iniziò prima di mezzanotte in un parcheggio vicino alla casa della vittima, a Vigonovo, e terminò nella zona industriale di Fossò (Venezia), dopo aver immobilizzato la ragazza con del nastro adesivo. Le telecamere di sicurezza di uno stabilimento ripresero le ultime fasi terribili del delitto. Successivamente, Turetta fuggì con la sua Fiat Punto nera: prima verso un bosco in Friuli, vicino al lago di Barcis, dove occultò il cadavere della giovane, e poi verso la Germania, dove fu arrestato sull’autostrada A9, vicino Lipsia.

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