Filobus, Sboarina risponde alle critiche: «14 maggio cantieri chiusi»

Presentato stamane a Palazzo Barbieri l'accordo tra Amt e ATI. Il sindaco: «finiscono i disagi per i cittadini. Obiettivo raggiunto in seguito alla risoluzione del contratto di ottobre». Ma dall'opposizione (Tosi, PD, Bertucco) non si arrestano le polemiche.

amt Federico Sboarina Francesco Barini
Il sindaco Sboarina assieme al presidente di AMT Francesco Barini lo scorso 5 ottobre all'annuncio della risoluzione del contratto con ATI

Dalla prossima settimana riprenderanno i lavori nei cantieri rimasti ancora aperti della filovia. Ed entro il 14 maggio dovranno essere completati e le strade ripristinate e riaperte. A dare l’annuncio, questa mattina, in diretta streaming, il sindaco Federico Sboarina, il presidente di Amt Francesco Barini, il direttore Luciano Marchiori e l’avvocato Giovanni Maccagnani, uno dei consulenti legali dell’azienda.

In questi giorni, infatti, è stato infatti sottoscritto un accordo transattivo tra Amt e l’Ati, l’Associazione temporanea di imprese incaricata di realizzare l’infrastruttura. Accordo che prevede il termine tassativo di fine lavori a metà maggio, ossia entro 4 mesi, in tutti i cantieri: via Tunisi, via Dalla Corte, via Fedeli, via Comacchio, via Caperle e via Città di Nimes. Così come la rinuncia, già depositata dall’Ati, dei contenziosi avviati in precedenza. La novità permette quindi di eliminare velocemente un disagio per alcune zone della città.

L’accordo transattivo arriva a pochi mesi dalla risoluzione del contratto per inadempienze che Amt ha fatto a ottobre 2020 nei confronti dell’Ati, visto che da marzo non interveniva nei cantieri già aperti. L’azione netta di Amt per far valere i propri diritti ha messo l’ATI di fronte alle proprie responsabilità, oltre che alle eventuali conseguenze derivanti dalla segnalazione all’Anac, che va fatta per legge.

«I cantieri rimasti aperti verranno ultimati e la data ora è certa e improrogabile. Finalmente la buona notizia che la città aspettava, obiettivo che è stato perseguito nei mesi scorsi da Amt e dai suoi legali, dopo la risoluzione del contratto a ottobre – ha detto il sindaco -. Un risultato importante, soprattutto per i residenti e i commercianti delle strade interessate dai cantieri più invasivi, a lungo penalizzati. Settimana prossima riprenderanno i lavori e, nell’arco di quattro mesi, si concluderanno. Un traguardo reso possibile dalla risoluzione avviata ad ottobre, una presa di posizione netta che ha portato all’accordo transattivo sottoscritto in questi giorni. Ringrazio Amt, il suo cda e i legali che hanno lavorato giorno dopo giorno per arrivare a questo risultato, per niente scontato. Oggi i termini sono inderogabili e l’Ati ha rinunciato ai contenziosi. Rivedremo gli operai al lavoro, verranno terminate le opere previste, completati i lavori, riasfaltate le strade”.

Il sindaco Federico Sboarina, il presidente di Amt Francesco Barini, il direttore Luciano Marchiori e l’avvocato Giovanni Maccagnani

«Ringrazio tutto il consiglio di amministrazione, il direttore e i legali perché questo accordo non è stato facile da raggiungere – ha aggiunto Barini -, ma ora il completamento dei cantieri aperti e si aggiunge a quelli chiusi da Amt in via Palladio e in via Dolomiti. La risoluzione che abbiamo fatto a ottobre, per l’inerzia e i cantieri completamente fermi da mesi, ci ha portato vantaggi che altrimenti non avremmo avuto. Ricordo che l’opera filovia, l’Ati e il contratto sono stati ereditati dalla passata Amministrazione e nulla si è potuto fare se non, come abbiamo fatto, mettere l’impresa davanti alle proprie responsabilità e all’inerzia».

Flavio Tosi: «Siamo alla farsa, un disastro»

«Sboarina mente, il Filobus si farà, mica è morto e sepolto, anzi: Comune e Amt sono tornati con il cappello in mano dalle ditte appaltatrici, che erano già sul piede di guerra con cause plurimilionarie. Risultato? Altro tempo perso, cantieri fermi per niente, e ora l’appalto e quindi l’opera costerà vagonate di milioni di euro in più di soldi pubblici».

Paolo Meloni, Flavio Tosi, Patrizia Bisinella filobus
Paolo Meloni, Flavio Tosi, Patrizia Bisinella davanti ai cantieri del filobus, giugno 2020

A dirlo Flavio Tosi, che rivela come «l’attuale Sindaco e l’ancora (per poco) Presidente Barini, entrambi con la coda di paglia lunga chilometri, sono tornati sui loro passi con le ditte che devono realizzare l’opera, comprensibilmente incazzate per la volontà del Comune di recedere unilateralmente e inopinatamente accordi scritti da 140 milioni di euro. Sboarina, impaurito dalle cause pluri-milionarie che sarebbero partite, si è riconciliato con le ditte, che hanno accettato il nuovo accordo, mica gratis ovviamente, per questo il Filobus costerà milioni in più ai cittadini».

Tosi conclude: «Siamo alla farsa, dopo tre anni e mezzo di immobilismo e incapacità di gestire i cantieri, prima si è scaricato il barile sulle ditte costruttrici, poi si è cercato di scappare dalla proprie responsabilità e dagli accordi fregandosene di contratti per 140 milioni di euro, poi con la coda di paglia si è tornati a implorare le stesse ditte di risedersi al tavolo, con tanto di milioni aggiuntivi dei contribuenti veronesi per convincerle. Un disastro».

PD: «Ci gira intorno, non risponde alle domande»

«L’amministrazione Sboarina non finisce mai di stupire in negativo: la conferenza stampa di oggi con Amt e i legali del Comune non risponde a nessuna delle domande che da mesi si stanno ponendo i veronesi, ovvero: quando vedremo circolare il mezzo di trasporto rapido di massa di cui si parla da 30 anni? Il filobus, che nasce già vecchio, verrà adeguato dal punto di vista tecnologico e trasportistico? Tanto rumore per nulla: Sboarina è venuto a dirci soltanto che, in virtù dell’accordo transattivo sottoscritto lo scorso 4 gennaio con l’Ati, entro il 14 di maggio verranno conclusi i cantieri che erano interrotti da quasi due anni» scrivono i consiglieri dem Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

I consiglieri del PD Benini, La Paglia e Vallani

«E poi? Il nulla! Il Sindaco non ha saputo dire neanche se i pali di sostegno per le linee aree già installati serviranno o se si dovranno togliere, il che significa che il Sindaco non ha alcuna idea sulla reale possibilità di svincolare ulteriormente il filobus dai fili. E le varianti promesse ai quartieri di Borgo Venezia, l’unificazione dei sottopassi di Città di Nimes, la soluzione al passaggio da via San Paolo, i parcheggi scambiatori? Buio pesto. – concludono i consiglieri del Partito Democratico – Fa piacere sapere che, grazie a questo accordo transattivo, Verona non verrà trascinata in una infinita guerra legale infinita con l’Ati. Viisto però che il problema era stato causato da Amt con la decisione di revocare unilateralmente l’appalto in contrasto con il mandato conferito a giugno dal Consiglio comunale, il minimo che Barini e Sboarina potessero fare era appunto di rimediare a questo pasticcio creato da loro. Siamo al punto di prima anzi peggio, visto che dal 14 maggio l’opera ritornerà preda della più assoluta incertezza!».

Michele Bertucco: «Nessuna certezza alla città»

Il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco

«Il sindaco conferma che un trattativa, come avevamo scritto ieri, con l’Ati è in corso e che ha partorito un accordo transattivo in virtù del quale dalla settimana prossima riprenderebbero i lavori sui cantieri stradali come da progetto. Al di là di questo, però, il Sindaco non è stato in grado di dare alcuna certezza alla città. Non sappiamo neanche se questo presunto accordo transattivo che, a quanto è dato capire, prevede la risoluzione consensuale dell’appalto dopo il 14 maggio (nella fase dello scontro era stata indicata come data il 31/08/2021), verrà accettato dal Ministero. Non sappiamo se, quando e come le varianti urbanistiche annunciate verranno preparate, se ci saranno mezzi più lunghi e se percorso sarà interamente senza fili. L’impressione è che l’opera filovia sia caduta nell’ennesimo binario morto, questa volta consensualmente…».

Traguardi: «Pura propaganda politica»

Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi

«L’annuncio trionfale del sindaco Sboarina sull’accordo tra AMT e ATI, riguardante la chiusura dei cantieri della filovia entro il prossimo 14 maggio, è esclusivamente propaganda politica – esordisce Tommaso Ferrari consigliere comunale del Movimento Traguardi – illudere ancora i cittadini, su una tematica che è al centro del malcontento della città e per la quale si sono susseguiti continui cambi di rotta, è profondamente ingiusto e scorretto».

«Dichiarare che i disagi dovuti ai cantieri termineranno a metà maggio, ovvero in soli quattro mesi, è quantomeno fantomatico. Se veramente fosse così ne saremmo certamente soddisfatti, ma siamo convinti che questo non accadrà nemmeno nel più bel libro dei sogni. L’amministrazione farebbe meglio a concentrarsi, in rispettoso silenzio, sul portare a termine i cantieri, dopo aver ampiamente e ripetutamente dimostrato la propria incapacità nel corso di tutta la vicenda filobus. Si continua, invece, con un modus operandi esclusivamente basato sui proclami e gli annunci, senza alcuna sostanza e senza alcun risultato. Siamo certi che i veronesi, già fortemente messi alla prova negli ultimi tre anni, non vorranno minimamente credere a questa ennesima promessa. Sboarina pensi quindi a lavorare per far concludere i cantieri aperti e fermi, a lavori conclusi potrà eventualmente permettersi ulteriori parole sulla vicenda» conclude Ferrari.