Filmavano i clienti e li ricattavano: due arresti a Verona

Si erano trasferiti da poco a Verona due giovani transessuali di 25 e 29 anni accusati di aver ricattato uomini con lo stesso modus operandi: adescavano clienti sul web con l’inganno e, una volta attirati nel luogo d’incontro, li filmavano per poi ricattarli. L’ultimo caso era successo nell’aprile scorso a La Spezia, ai danni di un uomo di Massa che si era rifiutato di pagare la somma richiesta e li aveva quindi denunciati.

Un ricatto bello e buono che ha tolto il sonno per diversi giorni ad un uomo di Massa. La vicenda è avvenuta lo scorso aprile a La Spezia, dove il malcapitato aveva fissato un appuntamento con una fantomatica escort contattata su un sito di incontri online. Una volta arrivato all’appartamento in cui era fissato l’incontro, però, l’uomo si era trovato di fronte un giovane transessuale e, visto l’equivoco, se ne era andato.

La storia sarebbe finita qui, se non fosse che pochi minuti dopo, il cliente ha ricevuto sul cellulare un messaggio da un numero sconosciuto in cui gli veniva intimato di ricaricare con 200 euro una carta Postepay per evitare la pubblicazione del video in cui lo si vedeva entrare nell’appartamento incriminato. Pronto il diniego dell’uomo alla richiesta, proprio in ragione del fatto che nella sede dell’incontro non era avvenuto nulla di compromettente.

L’incubo è iniziato in quel momento, quando, dopo il primo rifiuto, sono iniziate ad arrivare telefonate e messaggi a tutte le ore da più numeri telefonici, richiedendo sempre la stessa cosa: un versamento di 200 euro per evitare lo “scandalo”. Stanco del ricatto l’uomo si è quindi rivolto ai carabinieri della compagnia di Massa, che sono risaliti in poco tempo a due giovani transessuali italiani di 25 e 29 anni.

I due erano già conosciuti alle forze dell’ordine proprio perchè denunciati per altri ricatti simili in altre parti d’Italia. Una volta raccolte le prove a loro carico, quindi, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per i due la misura cautelare degli arresti domiciliari. I giovani transessuali sono stati arrestati negli scorsi giorni a Verona, dove si erano trasferiti, grazie alla collaborazione delle forze dell’ordine scaligere. Ora i due si trovano nella loro residenza a Pescara in attesa del processo.