Filippo Rando: «Cartellini in politica? Preferisco sempre il dialogo»

Raccontandosi a Radio Adige Tv Filippo Rando presenta la sua candidatura per un nuovo mandato con la Lega. L'obiettivo è quello di continuare a lavorare su Verona Città Olimpica 2026.

Filippo Rando
Filippo Rando, assessore comunale allo sport e al tempo libero a Verona.

Continuano le interviste di Verona Network ai politici, in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 12 giugno. Questa volta è stato ospite nei nostri studi Filippo Rando, assessore allo Sport e al Tempo libero. Sport e politica sono le due passioni che Rando è riuscito a unire nel suo mandato affianco al sindaco Sboarina. L’assessore, partito con la lista civica Battiti per Verona, prepara ora la sua candidatura con la Lega.

La sua passione per la politica nasce già quando era giovane. Non molti sanno però che lei è sempre stato anche impegnato nello sport, in particolare come arbitro di calcio nella categoria eccellenza. Avere la mentalità da arbitro è utile in campo politico?

Ho fatto l’arbitro per più di dieci anni, dai 16 ai 27 anni. È stata una bellissima esperienza dove mi sono formato come atleta e persona. Nella vita e anche in politica è necessario essere riflessivi. In alcuni momenti però, quando bisogna prendere delle decisioni con poco tempo a disposizione avere una mentalità da arbitro aiuta, perché si è abituati a dover prendere tantissime decisioni nell’arco di pochi

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La sua prima esperienza politica da consigliere comunale risale al 2012. Si ricorda il suo ingresso in Sala Goggi a Palazzo Barbieri?

Sì me lo ricordo benissimo. È stato un momento molto emozionante. Io così neofita della politica muovevo i miei primi passi per entrare nel cuore della politica veronese, in una delle sale più importanti per la nostra città. è stato un tuffo al cuore. non potrò mai dimenticarla quell’aula gremita con tutti i consiglieri comunali, la giunta, il sindaco. è stato proprio un momento emozionante.

A proposito di emozione. Passano cinque anni, si ripresenta con Battiti per Verona Domani e le viene affidato l’incarico di assessore in Sala Arazzi. Immagino sia stato un altro bel momento da ricordare per lei. Se l’aspettava questa nomina e come gliela comunicò il sindaco Sboarina?

Assolutamente sì. Un’altra fortissima emozione, dove si è concretizzato un sogno che era quello di potersi dedicare allo sport veronese. Io arrivo da lì e quindi potere essere al servizio del mondo dell’associazionismo sportivo e del volontariato veronese mi ha dato tantissima soddisfazione.

Sboarina mi aveva comunicato il mio incarico con una telefonata che mi ha riempito il cuore di gioia. Mi ha detto che avrei avuto la sua fiducia e che mi avrebbe inserito nella sua squadra di governo, dove mi avrebbe affidato appunto le deleghe allo sport, al tempo libero e alle manifestazioni. L’ho ringraziato per la fiducia e ho cercato di dare il massimo.

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Immagino che il senso di responsabilità in quel momento fosse sentito anche da parte sua.

Si avverte un po’ il peso dell’incarico però bisogna sempre ricordarsi che noi siamo stati eletti dai cittadini per cercare di dare loro un servizio al massimo delle nostre possibilità. Quindi noi dobbiamo rispondere innanzitutto alle esigenze dei veronesi e ricordarci che devono essere contenti di noi al termine del quinquennio.

Filippo Rando
Filippo Rando assessore allo sport e al tempo libero del Comune di Verona.

Per l’assessore allo Sport dare delle risposte alle associazioni durante questi due anni e mezzo di Pandemia non dev’essere stato semplice anche se l’attività sportiva è lentamente tornata nelle nostre vite.

Non è stato semplice, ma credo che sia stato difficile per tutti: per le famiglie veronesi e per le associazioni. Tutti insieme abbiamo cercato di darci una mano e l’intera comunità di Verona ha cercato di risollevarsi. Qualche associazione ha avuto più difficoltà rispetto ad altre però il Comune e l’Assessorato allo Sport ha sempre cercato di essere al loro fianco e di cercare quantomeno di lenire le ferite e di contenere un po’ le perdite. Io penso che alla fine ce l’abbiamo fatta adesso, anche se dovremo vedere poi come andrà questo autunno. Però per il momento siamo abbastanza soddisfatti che l’associazionismo sportivo veronese abbia superato con qualche ferita però indenne tutto sommato questo momento così difficile.

Il 12 giugno lei si ripresenta come candidato per la Lega, partito in cui è entrato nel 2019.  Come mai si avvicinò alla Lega?

È stato un approdo naturale, perché gli ideali della Lega sono anche i miei. Questa simpatia politica nei confronti della Lega si è poi concretizzata con il mio ingresso nell’estate del 2019. Da lì è iniziato questo percorso che mi sta facendo crescere e mi sta formando anche politicamente, quindi è sicuramente molto positivo.

Se gli elettori le daranno fiducia, se poi l’amministrazione Sboarina verrà riconfermata, lei sognerebbe una riconferma del suo ruolo come assessore allo Sport?

Io sono a disposizione del mio partito della Lega e del sindaco Sboarina. Qualsiasi decisione verrà presa, la accetterò. La cosa più importante è il bene dei veronesi, poi cosa di fa è di secondaria importanza.

Nel 2026 ci sarà la cerimonia finale delle Olimpiadi e la cerimonia inaugurale delle Paralimpiadi. Quindi sulla scrivania del futuro assessore allo Sport ci sarà molta documentazione da erigere e diverse persone da far sedere al tavolo.

Si lavorerà in questi quattro anni per fare in modo che Verona sia pronta per il 2026. L’assessorato allo Sport sta già lavorando per cercare di organizzare questa macchina operativa che porrà Verona al centro del mondo. Basti pensare che le cerimonie di chiusura e di apertura delle olimpiadi sono viste di solito da oltre 1 miliardo di persone. Questo sarà un grande momento senza pari per Verona, soprattutto dal punto di vista turistico, alberghiero, economico. Siamo molto orgogliosi di organizzare una delle manifestazioni più importanti al mondo nella nostra città.

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Cosa si porterà via di questa esperienza quinquennale, a prescindere da come andranno poi le elezioni?

Le persone e il mondo del volontariato che ho conosciuto. Un mondo meraviglioso, fatto di volontari, di tanti sacrifici, di ragazzi, di giovani, di famiglie, di allenatori, dirigenti e presidenti che fanno grandi rinunce per poter dare un’opportunità a tutti i nostri ragazzi e alla nostra città. Questi cinque anni mi hanno veramente arricchito. Ho avuto la fortuna e l’onore di poter apprendere, girando per Verona, il grande valore delle varie associazioni sportive e sociali. Porterò sempre nel mio cuore quelle persone che mettono a disposizione il proprio tempo libero per gli altri.

Un valore anche economico, perché se dovessimo sostituire queste persone con delle persone retribuite non sarebbe in piedi.

Verona è molto fortunata perché ha questa rete di persone di buona volontà che alla fine regalano il loro tempo, che è la risorsa più preziosa che noi abbiamo, gli altri. Quindi la cosa che deve fare secondo me un amministratore è cercare di mettersi al loro servizio e cercare di far sì che la burocrazia non sia troppo di impedimento per far sì che loro possano operare.

C’è qualche manifestazione invece che ricorda con particolare gioia per qualche motivo particolare?

Ci sono due tipologie: grandi eventi che possono dare lustro a Verona in campo nazionale e internazionale, come l’arrivo del Giro d’Italia il 29 maggio, però quelle che poi albergano nel mio cuore sono le partite dei bambini. Quando vedo che i ragazzini cominciano a fare sport fin dalla tenera per me è una grande soddisfazione e gioia. Lo sport è per me una scuola di vita e sicuramente saranno dei cittadini migliori anche grazie a questa esperienza quando diventeranno adulti.

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