Fiera, è scontro tra Comune e Cariverona. Stasera speciale Verona Live

Il consigliere di Verona e Sinistra in comune Michele Bertucco parla di situazione già prevista da tempo. Il presidente di Area Liberal Giorgio Pasetto critica l'amministrazione: «Pensa alle poltrone». Stasera, ore 18, puntata su Radio Adige TV con vari ospiti.

La sede di Veronafiere in Viale del Lavoro 8
La sede di Veronafiere in Viale del Lavoro 8

Dall’assemblea di VeronaFiere di ieri c’è stato da parte di tutti i soci il via libera all’aumento del capitale sociale per 30 milioni di euro.

Non è stato un accordo del tutto sereno, infatti sembra esserci più di una frizione tra il Comune di Verona e Fondazione Cariverona che partecipa all’aumento di capitale, ma a delle condizioni, che Sboarina rispedisce al mittente.

Leggi sul sito: Veronafiere: sì all’aumento di capitale, ma Cariverona detta condizioni

Questa sera. diretta ore 18, replica alle 21, alla trasmissione Verona Live condotta dal nostro direttore Matteo Scolari e dal direttore di Giornale L’Adige Beppe Giuliano, saranno ospiti Michele Bertucco, Vito Comencini, Alberto Bozza, Stefano Valdegamberi.

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Michele Bertucco: «Pace fittizia»

«Si tratta in realtà di una pace “fittizia” – sottolinea il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco – in quanto rimangono profonde le divergenze sul futuro della società tra il Comune di Verona (I socio con il 39,483%) e Fondazione Cariverona (II socio con il 24,078%). La Fondazione chiede un rinnovamento completo del management della Fiera, l’obiettivo non tanto nascosto è in modo particolare il direttore generale Mantovani, ma oltre a questo chiede di togliere dallo statuto il gradimento dei soci per l’eventuale ingresso di nuovi soci, e che l’aumento di capitale sociale venga utilizzato per investimenti e non per sanare vecchi debiti ed inefficienze di VeronaFiere».

Il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco
Il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco

«Da tempo, come Verona e Sinistra in Comune, avevamo evidenziato che i problemi della Fiera non derivavano soltanto al Covid, ma risalivano a ben prima della pandemia e sono riconducibili ad una gestione gravemente carente sotto tutti i punti di vista: degli investimenti, dei risultati, della trasparenza e di una inaccettabile autoreferenzialità. – prosegue Bertucco – Un’amministrazione che non pensi soltanto a scaldare le poltrone non avrebbe permesso che una questione tanto divisiva diventasse oggetto di assemblea dei soci. Avrebbe risposto per tempo alle osservazioni di una gestione della Fiera oggettivamente deficitaria, basti dire che l’ultimo bilancio pre Covid del 2019 della Fiera era stato chiuso in utile solo grazie al solito giochetto dello spostamento delle poste, vendendo cioè alla Polo Fieristico veronese Spa (controllata dal Comune e dalla stessa Fiera) la proprietà del parcheggio multipiano».

«Invece, l’amministrazione Sboarina si è limitata a mettersi in scia al vecchio andazzo ereditato dalle precedenti amministrazioni Tosi e alle precedenti gestioni dell’ente senza richiedere alcun miglioramento. – conclude il consigliere comunaleIl rischio è grosso, visto che il Comune per la Fiera deve già sborsare 12 milioni di euro. Se dovesse trovarsi nelle condizioni di metterci anche i 7 milioni di Cariverona l’avanzo di amministrazione non basterebbe».

Giorgio Pasetto: «Metteranno le mani nelle tasche dei veronesi?»

«Finalmente la Fondazione Cariverona fa sentire la sua voce:  l’amministrazione comunale non ha nessuna visione manageriale nei confronti degli asset fondamentali della città. A chi ora comanda a Palazzo Barbieri interessa solo conservare le posizioni di potere».

Giorgio Pasetto
Giorgio Pasetto

Al dibattito si unisce anche Giorgio Pasetto, presidente di Area Liberal: «La prova è la polemica  in atto tra Fondazione e Comune sulla necessità di un cambiamento ai vertici di VeronaFiere: un passo che dovrebbe essere scontato, se vi fosse una minima visione manageriale, ma che si scontra davanti alla cruda realtà di un’amministrazione che piuttosto di rinunciare alle poltrone occupate da amici e sodali politici, sacrifica lo sviluppo di imprese fondamentali per la città:  così per l’Aeroporto, per la Fondazione Arena, ora per la Fiera».

«L’unica mossa che concepisce è aumentare il capitale, cioè – alla fine – mettere mano nelle tasche dei veronesi.
E pensare che la situazione critica della Fiera non è un fulmine a ciel sereno, visto che già l’ultimo bilancio pre-Covid del 2019 venne chiuso in utile solo grazie alla vendita del parcheggio multipiano. Ma in Comune si preferisce far finta di nulla».

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