Fiera del Riso rimandata, Canazza: «Una scelta di responsabilità»

«Abbiamo resistito fino alla settimana scorsa, ma ci siamo messi una mano sul cuore e abbiamo rinunciato». A dircelo è stato il sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza.

«Questi mesi li abbiamo affrontati come i 98 comuni della provincia veronese. Isola della Scala ha affrontato la problematica attivandosi sul fronte sociale e abbiamo immaginato una serie di servizi che andassero incontro a questa nuova modalità di vita: un’azione telefonica con i servizi sociali per le famiglie più deboli, un collegamento costante con uno psicologo, poi è stato sviluppato a livello governativo l’intervento alimentare per le famiglie con necessità. La risposta dei concittadini è stata favolosa. Siamo riusciti a rispondere a 213 domande, a 143 nuclei famigliari. Abbiamo soddisfatto le esigenze di 414 adulti e 247 bambini. Nel corso dell’emergenza sanitaria abbiamo coordinato i comuni che fanno riferimento a Isola per la protezione civile. La casa di riposo, grazie al cielo, non è stata toccata dal virus». A dircelo è stato il sindaco di Isola della Scala, Stefano Canazza.

Sulle iniziative per l’estate: «La sagra patronale di luglio è stata sostituita da quattro weekend importanti, durante i quali abbiamo ideato una manifestazione che si chiama “Notte di stelle sull’Isola”: un modo per stare uniti tra famiglie. I negozi saranno aperti tutte le sere fino alle 24 e saranno ospitati gruppi musicali, giochi di un tempo e altre attrazioni per rendere vitale il centro in un’ottica di andare incontro alle attività produttive».

E per quanto riguarda la Fiera del Riso, che è stata rimandata al 2021: «La Fiera del Riso è un evento importantissimo. Ci preparavamo per la 54° edizione, abbiamo tenuto collegamenti tra Ente Fiera, Comune e Consorzio del riso e altre realtà coinvolte nella Fiera e abbiamo cercato di delineare una possibile realizzazione dell’evento. – ha detto Canazza – Abbiamo resistito fino alla settimana scorsa, eravamo molto incerti, ce l’abbiamo messa tutta ma il tempo ormai era scaduto e non era possibile immaginare di programmare l’evento se non nel rispetto stringente delle norme che ci avrebbero consentito di avere un numero contenuto di ospiti- Sappiamo che queste fiere sono sostenibili se vi è anche una grande possibilità di accoglienza. Alla fine ragionando con le riserie, con senso di responsabilità, ci siamo messi la mano sul cuore e abbiamo rinunciato. Il 2020 sarà un anno di collegamento: vogliamo tenere alto l’entusiasmo e cerchiamo di dare continuità all’evento con una serie di incontri in cui ringraziare le persone che si sono prodigate nel periodo dell’emergenza, e poi tanti momenti di promozione delle nostre ricette, con il coinvolgimento delle associazioni. Mi dispiace perchè perdiamo non solo la tradizionale Fiera, ma anche il Palio dei risotti, però vediamo come fare per ricollegarci e mantenere alta la tradizione, ma soprattutto l’entusiasmo».