Festa della donna: quando l’inno di Mameli parlava delle Sorelle d’Italia
Nella versione originaria dell’inno di Mameli era presente un omaggio alle sorelle d’Italia: lo ha raccontato il colonnello Cristiano Masciulli e i militari agli studenti degli Angeli, in occasione della giornata internazionale della donna.
Originariamente l’inno nazionale parlava non solo di fratelli, ma anche di sorelle d’Italia, con il verso, successivamente tolto nella versione definitiva, “Tessete o fanciulle bandiere e coccarde, fan l’alme gagliarde, l’invito d’amor”. Sulle donne d’Italia omaggiate nell’inno nazionale ne ha parlato oggi, 8 marzo, in occasione della giornata internazionale della donna, il colonnello Cristiano Masciulli del Comfoter di Supporto in una sala Gozzi piena di bambini dell’educandato Agli Angeli.
Una settantina di alunni delle classi quinte hanno partecipato al sesto appuntamento di formazione civica, che si tiene il secondo venerdì del mese, promosso dal Comune di Verona insieme al Comfoter di Supporto e all’Ufficio scolastico provinciale. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere tra i giovani l’identità nazionale, facendone conoscere i simboli: tricolore e inno, quest’ultimo diventano, solo nel 2017, «la canzone più importante del nostro Paese», spiega il colonnello Masciulli, grazie ad una legge dello Stato che ne ha definitivamente sancito il riconoscimento di inno nazionale.
Sull’origine e sulle metafore del Canto degli italiani si è pronunciato il maggiore Antonio Maria Mannella, spiegando i versi che rappresentano gli italiani, fratelli e figli di una stessa patria. Così come la storia della bandiera: simboli, oggi nazionali, nati dal patriottismo di giovani ventenni.
In sala presente anche il sindaco del Comune di Verona, Federico Sboarina, che ha ricordato come «l’inno e la bandiera accomunino tutti gli italiani, dalle Alpi a Lampedusa. Nel passato, ma anche oggi nelle missioni di pace, tanti giovani mettono a rischio la propria vita per difendere i valori che questi simboli rappresentano. Amarli e rispettarli, significa amare e rispettare i nostri amici e le nostre famiglie».
Dopo l’incontro, a Palazzo Barbieri, studenti e insegnanti, assieme al comandante del Comfoter di Supporto Giuseppe Nicola Tota e al presidente del consiglio comunale Ciro Maschio, si sono riuniti in piazza Bra per l’alzabandiera.
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