Pd contro l’idea di ferrovia Catullo-lago. De Berti: «Assurdo»

I parlamentari del Pd Alessia Rotta e Vincenzo D'Arienzo sono preoccupati che l'idea di un collegamento ferroviario aggiuntivo dall'aeroporto al lago di Garda possa rallentare l'iter per quello da Verona Porta Nuova al Catullo. La vicepresidente del Veneto Elisa De Berti bolla come «assurda» la mossa dei dem. Sulla stessa linea l'assessora del Comune di Verona Ilaria Segala.

Alessia Rotta, Elisa De Berti, Vincenzo D'Arienzo ferrovia catullo-lago
Alessia Rotta, Elisa De Berti, Vincenzo D'Arienzo

È scontro a distanza sull’ipotesi della ferrovia Catullo-lago di Garda

L’idea di una ferrovia Catullo-lago di Garda fa discutere. Il senatore Vincenzo D’Arienzo e la deputata Alessia Rotta, del Partito Democratico, attaccano l’ipotesi di un collegamento ferroviario dall’aeroporto al lago di Garda, ideale prolungamento di quello dalla città di Verona a “Valerio Catullo”. E lo fanno con un’interrogazione parlamentare. «Sul collegamento Stazione ferroviaria Porta Nuova e Aeroporto V. Catullo continua l’inutile fuffa propagandistica. Interrogazione parlamentare per chiedere di stralciare il progetto dal collegamento con il Lago di Garda» dicono i due parlamentari veronesi.

La vicepresidente della Regione Veneto Elisa De Berti (Lega) respinge al mittente l’attacco, replicando: «Faccio veramente fatica a comprendere le logiche che guidano le strategie di D’Arienzo/Rotta». Le fa eco l’assessora del Comune di Verona Ilaria Segala: «Cosa mi tocca sentire… C’è ancora qualcuno che non vuole promuovere percorsi via ferro?».

L’attacco di D’Arienzo e Rotta

Alessia Rotta
Alessia Rotta

Queste le motivazioni dei parlamentari dem: «La Regione Veneto continua con dannosa pervicacia a tenere insieme il “Collegamento ferroviario Aeroporto di Verona” e la creazione di una “relazione via ferro” tra il bacino del Garda e l’Aeroporto di Verona (intervento definito “Collegamento ferroviario Lago di Garda ‐ Aeroporto di Verona”), in parte sfruttando il progetto preliminare del “Collegamento ferroviario aeroporto di Verona”».

«Se negli ultimi anni tutto si è bloccato, è proprio a causa di questa insensate richiesta della Regione, già responsabile d’aver affossato il progetto veronese non inserendolo né nell’Accordo quadro firmato con RFI (approvato con DGR n. 1917 del 29 novembre 2016), né nelle opera del Decreto Olimpiadi. L’ultima e risibile richiesta di sottoscrivere un Protocollo con RFI per il collegamento con il Catullo e per uno studio di fattibilità per il collegamento con il Lago di Garda è la peggiore risposta alla censura che RFI ha già fatto della medesima richiesta precedentemente avanzata nel 2020».

Vincenzo D'Arienzo
Vincenzo D’Arienzo. Foto dal sito vincenzodarienzo.it

I due parlamentari Pd citano degli studi sulla ferrovia Catullo-lago, poi smentiti da De Berti. La preoccupazione di D’Arienzo e Rotta è che «Questa ultima richiesta rischia di danneggiare anche il masterplan vigente dell’Aeroporto “Valerio Catullo” di Verona Villafranca, che ha giustamente considerato il progetto preliminare del 2003 del collegamento ferroviario dell’aeroporto d’importanza strategica per lo sviluppo dello scalo aeroportuale nel lungo periodo, inserendolo nel Piano e annoverandolo tra gli interventi di sviluppo e potenziamento dello scalo da mettere in servizio entro l’anno 2030».

Quindi l’interrogazione sul tema della ferrovia Catullo-lago di Garda: «Con un’interrogazione parlamentare abbiamo chiesto al Ministro per le Infrastrutture e le Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini di inserire comunque e il solo progetto Verona/Porta Nuova – Aeroporto Catullo (Progetto RFI 0269, CUP J51H03000180001) tra le priorità del Contratto di Programma 2022/2026 MIMS/RFI e, quindi, di tenerlo inequivocabilmente separato da ogni altro progetto territoriale, consentendo tempi rapidi. Abbiamo chiesto, inoltre, di valutare la possibilità di perseguire ipotesi progettuali in grado di favorire la realizzazione di un collegamento più agile rispetto a quelli finora conosciuti» concludono Vincenzo D’Arienzo e Alessia Rotta.

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La replica di De Berti

Elisa De Berti
Elisa De Berti

Elisa De Berti rimanda tutto al mittente. In un’intervista al Corriere di Verona risponde: «Ma cosa dicono? È tutto l’opposto». Secondo la vicepresidente del Veneto le Ferrovie dello Stato sarebbero in realtà interessate al progetto di collegamento con il lago di Garda. Anzi, all’idea di collegare Lazise, avrebbero rilanciato con un’estensione anche a Bardolino e Garda, che offrirebbe un flusso economico tale da giustificare la sostenibilità del progetto.

De Berti rincara lo sfogo sui social: «Io spingo per il collegamento ferroviario, forse loro vorrebbero un potenziamento della viabilità? (stradale, ndr)».

Tutta la questione però al momento sembra totalmente aleatoria. De Berti ha fatto sapere che entro un paio di settimane sarà firmato «il protocollo d’intesa con Rfi per questo studio di fattibilità» (dichiarazione riportata dal Corriere, ndr). Siamo ancora nel campo delle idee e delle ipotesi, che però preoccupano i parlamentari veronesi del Pd in quanto possibile spada di Damocle sulla più avanzata prospettiva del collegamento Verona-Catullo.

Aggiunge De Berti: «La cosa più assurda è che demoliscono un qualcosa che ancora non c’è. Parlano di bocciatura di un progetto che non esiste. Ho capito che devi giustificare la tua esistenza, ma almeno fallo in maniera intelligente».

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Il commento di Segala

Ilaria Segala blocco blocchi euro 4
Ilaria Segala, assessora all’urbanistica e all’ambiente del Comune di Verona

Stessa lunghezza d’onda per l’assessora all’Urbanistica del Comune di Verona. «Non piace al PD il progetto ferroviario di collegare Verona con il lago?» ha aggiunto Segala. «La lotta all’inquinamento si fa proprio così! In questa direzione anche noi del Comune con la fermata di San Massimo in progettazione».

«Di fatto questi progetti creano una rete via ferro simile alle S-Bahn tedesche, di fatto metropolitane di superficie (nel caso della fermata San Massimo addirittura interrata)».

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La contro-replica di D’Arienzo e Rotta

Riportiamo di seguito la contro-replica odierna del senatore D’Arienzo e della deputata Rotta.

«Nessun partito tanto quanto il Partito democratico è stato mai altrettanto convinto della ‘Cura del ferro’ programma dei governi Renzi-Gentiloni con il ministro alle infrastrutture Graziano Del Rio dai cui investimenti derivano i cantieri di oggi. Oggi siamo accusati di essere contrari ad un collegamento ferroviario Verona lago dai contorni ancora indefiniti».

«Ma da settimane e mesi noi chiediamo chiarezza alla Regione Veneto.

1) Perché non abbia reso noti i risultati dello studio del 2020 di Rfi che boccia la sostenibilità della proposta del collegamento unico Catullo-Porta Nuova-Garda;

2) la annunciata sottoscrizione di un protocollo di studio Regione-Rfi rende evidente che siamo all’anno zero, ovvero a che si ricominci tutto daccapo. Nel frattempo, entro il 2026 Bergamo sarà collegata con Orio al Serio e così Mestre con il Marco Polo di Venezia. Noi non sappiamo quale progetto e con quali risorse quindi in quale epoca suddetti collegamenti verranno realizzati.

Chi fraintende la nostra posizione su sostenibilità, di realizzazione e costi, della separazione dei due collegamenti ‘aeroporto’ e lago con l’opposizione del Partito democratico ai collegamenti ferroviari o è in malafede oppure è a corto di argomenti».

«Peccato che la Regione Veneto abbia invitato alcuni amministratori e sindaci, ma non i Parlamentari veronesi all’incontro promosso domani 14 febbraio in provincia, alla Loggia di Fra Giocondo con l’ingegnere Vincenzo Macello, commissario dall’alta velocità Brescia-Padova. Eppure, anche in tempi recenti, siamo stati fatti oggetto di appello alla collaborazione in nome del territorio».

«Vogliamo comunque partecipare virtualmente con alcune domande e sollecitazioni che stiamo rivolgendo anche nelle sedi istituzionali con atti di sindacato ispettivo e interlocuzioni ministeriali.

All’ingegnere Vincenzo Macello chiediamo:

1) se sia possibile realizzare entro il 2026 un collegamento ferroviario Porta Nuova-Catullo (Mantova?)

2) se sia INsostenibile- come evidenziato dal documento Rfi del 2020 il collegamento Catullo-Porta Nuova-Lago di Garda o se invece sia sostenibile per traffico di passeggeri previsti il solo tratto Porta Nuova-Catullo

3) se sia sostenibile e realizzabile entro il 2026 una metro leggera di superficie Porta Nuova-Catullo.

Sull’alta velocità Brescia-Padova chiediamo di avere rassicurazioni circa la convivenza tra cantieri e residenti per tutta la durata del progetto, chiediamo che venga garantita dal general contractor e da RFI una interlocuzione costante con amministratore cittadinanza, chiediamo quante nuove risorse umane saranno investite per i progetti che riguarderanno Verona dall’Alta velocità al Quadrante Europa, al collegamento ferroviario Brennero Verona».

«Alla Regione Veneto chiediamo invece perché:

1) nel bilancio 2020 abbia posto zero euro nel servizio ferroviario regionale e abbia destinato solo lo 0,16% del suo bilancio al settore (rapporto Pendolaria 2022)

2) sul collegamento Porta Nuova Catullo perché abbia perso ben tre treni: quello del contratto di programma 2020, quello del decreto Olimpiadi 2021, quello di oggi insistendo ancora su un unico collegamento aeroporto-Lago, insostenibile, anziché dividere il progetto in due parti distinte».

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