Baby Gang, Sboarina: «Pene più severe e lavori socialmente utili»

Il sindaco di Verona Federico Sboarina afferma di voler contattare la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese per richiedere pene più severe, tra cui "lavori socialmente utili", per i minorenni facenti parte di baby gang.

Federico Sboarina Baby Gang
Il sindaco Federico Sboarina davanti alla nuova telecamera in vicoletto cieco Pozzo San Marco

Baby Gang, Sboarina: «Pene più severe e lavori socialmente utili per questi ragazzi»

Proseguono le iniziative del Comune di Verona per contrastare il fenomeno dilagante delle baby gang. «In queste ore chiederò al ministro Lamorgese che vengano disposte pene più severe nei confronti dei minorenni che creano insicurezza e danneggiano la città. Lavori socialmente utili come la raccolta dai marciapiedi dei “bisogni” dei cani lasciati dagli incivili proprietari, un problema aumentato nell’ultimo periodo che stiamo contrastando con multe salatissime», scrive il Primo Cittadino in un post su Facebook.

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Installata una telecamera in vicoletto Pozzo San Marco

Il sindaco ha infatti inoltre fatto installare una nuova telecamera in vicoletto cieco Pozzo San Marco. «È solamente una delle 24 installate in questi giorni in tutte le circoscrizioni. Prosegue senza sosta la lotta al degrado per aumentare la sicurezza e ridurre al minimo i comportamenti incivili nella nostra città», aggiunge Sboarina in un altro post su Facebook.

On. Ciro Maschio (Fratelli d’Italia) – Componente della Commissione Giustizia alla Camera e consigliere comunale di Verona

Della stessa linea è anche l’Onorevole Ciro Maschio, di Fratelli d’Italia. «Sicurezza e rispetto: legalità e senso civico. Condivido a pieno la linea del sindaco di Verona Federico Sboarina. Sollecita infatti il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ad approfondire le richieste giunte anche in sede parlamentare da Fratelli d’Italia e da altri partiti di centrodestra. Chiediamo di far svolgere lavori socialmente utili anche ai minorenni protagonisti di episodi di macro e micro criminalità.

Aggiunge poi: «La proposta rientra in un’ottica di sicurezza. I controlli da parte delle forze di polizia sono già capillari. Ma rientra anche in un’ottica di formazione: un adolescente che sbaglia deve capire cosa significa il rispetto delle persone e delle cose. Deve rifondere la comunità comprendendo i sacrifici di chi si sveglia alle 4 del mattino per svuotare i cassonetti e pulire i marciapiedi insozzati dagli incivili, per fortuna pochi. Deve inoltre aiutare gli anziani, dai quali potrà solo che trarre insegnamenti positivi».

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Roberto Mantovanelli (Lega)

«Da una parte la repressione e la fermezza della prevenzione, con il potenziamento del controllo del territorio e dei presidi da parte delle forze dell’ordine. Dall’altra, un approccio multilivello tra i vari attori, istituzionali e non, per risolvere il problema delle baby gang. Quest’ultimo crea infatti allarme sociale e un senso di insicurezza alla convivenza civile, al senso di comunità e al lavoro degli esercenti del territorio».

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