FAI CISL Verona, uniti per l’ambiente

Matteo Merlin, segretario di FAI CISL Verona, racconta ai nostri microfoni la Giornata Nazionale di sensibilizzazione verso l’ambiente, organizzata dal sindacato e svoltasi a livello nazionale il 5 giugno.

Matteo Merlin
Matteo Merlin

Matteo Merlin, segretario di FAI CISL Verona, racconta ai nostri microfoni la Giornata Nazionale di sensibilizzazione verso l’ambiente, organizzata dal sindacato e svoltasi a livello nazionale il 5 giugno.

Oggi parliamo della Quarta Giornata Nazionale FAI CISL, svoltasi il 5 giugno. Di cosa si tratta?

Come Veneto ci siamo riuniti il 30 maggio, anche se la giornata clou è stata appunto il 5 giugno con tutti gli appuntamenti nazionali. Alla fine sarà quindi una settimana ricca di eventi itineranti. L’obiettivo è sensibilizzare sulla cura dell’ambiente. Si parla sempre di ambiente, è un argomento ormai principe di molte discussioni, ma nel concreto non si agisce quasi mai. Il nostro è un gesto simbolico e ogni anno dedichiamo un momento per sensibilizzare l’opinione pubblica e per ripulire un pezzo del territorio. Se ognuno collaborasse un pochino, il territorio rimarrebbe sempre ordinato e pulito. Il 30 maggio noi della delegazione Veneto ci siamo riuniti in una spiaggia di Sottomarina, ripulendola e piantando alcuni alberelli nella pineta. Emettiamo tanta anidride carbonica, abbiamo voluto dare una mano all’ambiente.

Il Veneto è al passo con i tempi su questo tema?

La giornata è nata sì per sensibilizzare, ma soprattutto per rendere merito ai lavoratori che noi rappresentiamo. Il Veneto è un’eccellenza italiana, soprattutto nel settore dei consorzi di bonifica.

Quando c’è stata la pandemia c’è stata una riscoperta della natura. Abbiamo visto tutti le immagini dei delfini nella laguna di Venezia. La natura si è quindi ripresa i suoi spazi?

Assolutamente sì. Abbiamo rubato molto spazio alla natura e agli animali e in quel contesto di “confinamento umano” questi si sono ripresi i propri spazi. Dobbiamo imparare a salvaguardare proprio queste aree e questi viventi, e prendercene cura. In questi momenti i lavoratori non si sono mai fermati, proprio per garantire questa tutela anche nel periodo complesso del lockdown. Senza i lavoratori della bonifica, mezza Verona sarebbe sotto acqua, tra l’altro. Si tratta di un lavoro invisibile, ma necessario.

Come vede il futuro?

Faccio l’esempio del disastro di Vaia, che ha parzialmente toccato anche la nostra provincia. Se non ci fosse stato il lavoro dei tanti volontari e lavoratori, i danni sarebbero stati irreparabili anche per noi. Il futuro consiste quindi nel rinforzare la formazione di questi ragazzi, oltre che a rimpolpare i loro organici per avere sempre più persone disponibili a operare in questo settore. Inoltre, nel PNRR i fondi destinati all’ambiente sono importanti, quindi dobbiamo saperli investire saggiamente.

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