Ex Magazzini Generali, Bertucco: «Una marea di parcheggi che porterà traffico nei quartieri»

Il consigliere comunale Michele Bertucco critica le scelte urbanistiche per la zona di Verona Sud, in particolare agli ex Magazzini Generali, oggetto di recente riqualificazione.

Michele Bertucco
Michele Bertucco

Se da un lato Flavio Tosi rivendica la paternità dell’operazione di riqualificazione dell’ex ghiacciaia, Michele Bertucco (In Comune per Verona) critica le scelte urbanistiche portate avanti negli ultimi anni dall’amministrazione Sboarina.

«L’abbattimento della cinta muraria attorno all’ex ghiacciaia degli ex magazzini generali avrà anche un effetto sgradito già segnalato dal Sovrintendente Tinè, ovvero quello di mettere in risalto l’orrendo cavalcavia di viale Piave» dice Bertucco.

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«Un pugno nell’occhio che resterà ad imperitura memoria della mancanza di programmazione urbanistica e della superficialità di questa amministrazione, che per 5 anni si è limitata a fare da notaio alle iniziative edilizie decise dai privati contribuendo a trasformare questa parte di Verona Sud in un parcheggio a raso e sotterraneo (com’era del resto nelle previsioni di Tosi fin dal 2007) e quindi anche in una camera a gas».

«Ai 1.300 posti auto afferenti all’ex ghiacciaia si devono infatti aggiungere quelli programmati all’ex Manifattura Tabacchi e all’ex Safem, più il raddoppio del parcheggio di Verona Fiere».

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Continua il consigliere comunale: «Una marea di parcheggi che porteranno il traffico nei quartieri e lasciano una pia illusione il parcheggio scambiatore della Genovesa che, vale ricordarlo, era stato finanziato proprio con la monetizzazione degli oneri di urbanizzazione degli ex Magazzini Generali».

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Cosa si poteva in alternativa? «Una seria programmazione che consentisse di eliminare il cavalcavia dando gambe, attraverso le compensazioni dei privati, al progetto di “direttissima” lungo l’asse di viale delle Nazioni-viale Piave, con priorità al trasporto pubblico, di cui si parla da decenni. Ma Sboarina si è accontentato delle solite due (anzi in questo caso una) rotonde».

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