ENERGIA NUCLEARE L'ITALIA DEI SI È PER IL NO!

<italic>Riceviamo e pubblichiamo la seguente riflessione espressa da Maurizio Zumerle, direttore di Verona Economia – quotidiano economico e finanziario scaligero -, su un tema importante come la questione energetica in Italia.</italic>

Affronteremo nei prossimi giorni una sfida morale per la salvaguardia del pianeta Terra, per noi e per le prossime generazioni. Anche i ricchi per i prossimi decenni non avranno altro pianeta all’infuori della Terra e non credo che se lo vogliano giocare sull’altare di qualche intraprendente uomo di governo e d’affari. Gli italiani non di certo.

Nonostante qualche interessato signore che a pagamento va in giro a dire che in Italia è ora di tornare al nucleare, gli stessi politici che hanno buttato il sasso, ora nascondono la mano.

Alla luce dei sondaggi fatti (e non pubblicati nei normali spazi comunicativi) si osserva che anche nell’Italia degli elettori dell’attuale governo la gran parte è ben decisa a non permettere che sul proprio suolo si costruisca una centrale nucleare. In altre regioni forse ma a casa propria no.

Invece, farisaicamente, l’uso dell’energia elettrica da nucleare non spaventa nessuno. Il fatto incredibile è che nessuno dei gruppi politici organizzati si azzarda in questo Paese, dal fare proposte concrete, per cui il Governo rimane, ahinoi, l’unica fonte propositiva.

Perchè invece oltre a qualche voce isolata non nasce un movimento per togliere il nostro Paese dalla dipendenza energetica! Perchè non istituire una Autority (purtroppo ce ne vuole un’altra), che coordini e finanzi e promuova le energie rinnovabili (solare, fotovoltaioco, eolico, ecc,) che da sole sono in grado di rilanciare l’economia con nuovi posti di lavoro, in specie al sud, e garantire l’indipendenza strategica dall’energia con “paesucoli” nordafricani o da grandi potenze mondiali.

I numeri stanno dalla parte delle energie rinnovabili. Costi, produzione, ambiente e tempi sono imbattibilmente inferiori da questa parte. Costi decisamente minori; produzione decisamente in grado di soddisfare le nostre esigenze e di esportare energia; ambiente tutelato; tempi brevissimi per gli impianti e non decenni come per le complicatissime centrali.

Ecco in sintesi le ragioni per il no al nucleare offrendo nel contempo una proposta operativa per agevolare una alternativa che i poteri forti non vogliono. Sta a noi attivarci in tal senso.

Maurizio Zumerle
<italic>Direttore Verona Economia</italic>