Endometriosi: a Verona visite gratuite sabato 27 marzo
Redazione
Mal di schiena e difficoltà respiratorie sono spesso associati a vari disturbi, ma raramente a quelli ginecologici. Invece, possono essere segnali dell’endometriosi. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica e invalidante che colpisce circa una donna su dieci in età riproduttiva.
A causa della variabilità dei sintomi, la diagnosi arriva spesso con un ritardo medio stimato tra i 7 e i 10 anni. Per migliorare la consapevolezza e ottimizzare le cure, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) di Verona ha organizzato un convegno nazionale e una giornata di screening.
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L’importanza della diagnosi precoce
L’endometriosi è una patologia complessa che coinvolge fattori genetici, immunologici e ormonali. Negli ultimi anni la medicina ha fatto grandi progressi nella diagnostica non invasiva. Oggi l’ecografia specialistica e la visita ginecologica presso centri di riferimento restano i metodi principali per una diagnosi corretta.
L’approccio moderno punta sulla personalizzazione della cura. Non sempre è necessario l’intervento chirurgico: le nuove terapie farmacologiche permettono spesso un ottimo controllo della malattia.
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Sabato 27 marzo: visite gratuite a Borgo Trento
L’impegno di Aoui si concretizza sabato 27 marzo con un pomeriggio di visite gratuite. L’iniziativa si terrà al Padiglione 29 dell’Ospedale della Donna e del Bambino, a Borgo Trento.
L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Progetto Endometriosi. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione inviando una mail a: verona@apendometriosi.it.
L’approccio multidisciplinare dei medici
L’Azienda ospedaliera di Verona adotta un modello integrato che coinvolge diversi specialisti.
Il prof. Stefano Uccella, direttore di Ostetricia e ginecologia, sottolinea l’importanza di un messaggio rassicurante: «Il nostro compito non è alimentare allarmismi o cadere nella sovradiagnosi, bensì offrire alle pazienti un messaggio di concreta speranza e percorsi di cura personalizzati. Spesso le giovani donne che ricevono una diagnosi di Endometriosi ne sono terrorizzate. Al contrario, sappiamo che un trattamento adeguato e tempestivo permette di mantenere un’ottima qualità della vita e di avere figli, se lo si desidera».
Anche la riabilitazione gioca un ruolo chiave. Il dott. Ermes Vedovi, direttore di Recupero e riabilitazione funzionale, spiega: «Il nostro ruolo è fondamentale nel gestire il dolore cronico e le manifestazioni extra-uterine della patologia, come le lombosciatalgie. Attraverso un approccio riabilitativo integrato con il ginecologo, miriamo a restituire funzionalità e benessere posturale alle pazienti. Non curiamo solo l’organo, ma prendiamo in carico la donna nella sua complessità fisica e motoria».
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