Emilio Gabrielli: «La memoria è l’unica chiave per entrare dentro sé stessi»

Emilio Gabrielli e la figlia Cecilia raccontano negli studi di Verona Network com’è nata la scuola di memoria storica europea e perché oggi è molto importante ricordare gli avvenimenti passati per costruire il proprio futuro. Vi proponiamo dunque un’intervista a Emilio Gabrielli, fondatore della scuola e della casa editrice Il Segno, diventata poi Gabrielli Editori,…

Emilio Gabrielli e la figlia Cecilia raccontano negli studi di Verona Network com’è nata la scuola di memoria storica europea e perché oggi è molto importante ricordare gli avvenimenti passati per costruire il proprio futuro. Vi proponiamo dunque un’intervista a Emilio Gabrielli, fondatore della scuola e della casa editrice Il Segno, diventata poi Gabrielli Editori, assieme alla moglie Lidia Bertocci Magrini. A partire da oggi ci saranno tre incontri a Verona che si aprono al pubblico proprio per sviscerare alcuni temi della scuola di memoria.

Quando nasce e come nasce la scuola di memoria storica europea?

La scuola è nata intorno al 1984 ed è sorta da un errore, da uno sbaglio di storia. Mi chiamarono al mio Paese nelle Marche, dove sono nato e vissuto, per pubblicare un libro di storia locale. Non mi ritrovavo però negli avvenimenti raccontati e non volevo far leggere un libro in cui la storia non corrispondesse alla verità. Ho quindi pensato che era necessario realizzare una scuola di memoria storica. Camminare lungo la storia deve essere il modo di vivere delle persone.

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Quanto è importante la memoria, anche alla luce degli eventi che stiamo vivendo?

La memoria è l’unica chiave che si ha per entrare veramente dentro sé stessi e capire il proprio popolo. Dobbiamo fare in modo che ciascuna persona possa essere inserita nel registro di classe dell’umano e per fare questo occorre azzerare quello che abbiamo fatto finora. Noi vogliamo pian piano, con tanta cura e attenzione, riprendere ad aiutare le persone, soprattutto i più giovani, a riscoprire ciò che hanno di più profondo e il loro diritto nel poterlo manifestare.

Voi vi siete poi ampliati e avete incluso nel vostro progetto anche L’Europa. Che ruolo gioca l’Europa in questa partita?

Ci sono popoli che si incontrano che si donano, anche senza volerlo. Perché quindi non ancorare l’universale con il particolare? E qui viene fuori il cammino europeo della scuola di memoria storica. L’Europa gioca un ruolo fondamentale perché è stata in giro per il mondo per tanti secoli. Noi dobbiamo tener presente che questa storia incomincia con gli antichi Greci e poi con l’Impero romano. È necessario chiedersi che cosa ha lasciato di bene e di male l’Europa. È il momento di incominciare a dirci la verità e a rifare l’Europa, ripensando ai rapporti che si sono instaurati fra di noi.

I primi tre appuntamenti con la memoria storica europea a Verona e Provincia

Cecilia Gabrielli ha spiegato ai nostri microfoni che la scuola di memoria storica europea inizia la sua attività pubblica nel veronese e lo fa con una serie di tre incontri dedicati a un tema generale che è “La comunità europea, in stagioni di pandemia e guerra, tra memoria e speranza”.

  • Il primo incontro si tiene oggi alle 18 in Sala Africa dai Missionari Comboniani in vicolo Pozzo in centro a Verona e sarà presente come relatore principale il professor Giuseppe Goisis, che già è stato docente ordinario di Filosofia politica all’Università Ca Foscari di Venezia. Il professor Goisis parlerà nello specifico sul tema della memoria come aspetto fondamentale dell’identità della persona. In termini scientifici, filosofici e anche sociologici.
  • L’incontro successivo sarà con il professor Carlo Parenti, che è stato già docente di Storia del diritto italiano. L’incontro sarà giovedì 16 giugno alle 18, sempre in Sala Africa. Si parlerà del tema della memoria come caratteristica fondamentale della collettività, in quanto, oltre alla memoria personale, esiste anche una memoria corale e sociale.
  • Il terzo incontro sarà infine venerdì 24 giugno alle 18 nella corte dei libri e della musica Gabrielli editori in Via Cengia 67 a San Pietro in Cariano (VR). Avremo come ospite il professore Roberto Mancini, docente ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Macerata, che dialogherà con Emilio Gabrielli. Entrambi saranno interrogati sul tema della memoria e della speranza ovvero sul trovare nella memoria i germi della speranza e della costruzione del futuro. I moderatori di questi incontri saranno il professor Riccardo Milano, che è tra i fondatori di Banca Popolare Etica e della Scuola di Economia Civile, e la professoressa Nicoletta Capozzi, docente di Storia e filosofia. Entrambi sono di Verona.  

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