Elly Schlein nuova segretaria del PD. Il focus a Squadra che vince

Elly Schlein è la nuova segretaria del Partito Democratico, battendo lo sfidante Stefano Bonaccini alle primarie che si sono svolte domenica 26 febbraio. In studio, durante la trasmissione Squadra che vince, il capolista per la neosegretaria a Verona Riccardo Olivieri. In collegamento l'ex deputato Diego Zardini che sosteneva, invece, lo sfidante. È stata una vittoria…

Elly Schlein è la nuova segretaria del Partito Democratico, battendo lo sfidante Stefano Bonaccini alle primarie che si sono svolte domenica 26 febbraio. In studio, durante la trasmissione Squadra che vince, il capolista per la neosegretaria a Verona Riccardo Olivieri. In collegamento l’ex deputato Diego Zardini che sosteneva, invece, lo sfidante.

È stata una vittoria schiacciante, un po’ a sorpresa. Cosa ne pensa, Olivieri?

Riccardo Olivieri: Noi abbiamo ancora tanto da fare per raggiungere la parità di genere, per esempio sul posto di lavoro. Si trattava di una nostra priorità, e Schlein si batte per questo. Abbiamo lavorato insieme a Schlein, che è venuta anche a Verona a Parco Ottocento. La partecipazione è stata alta, oltre cinquecento persone. Questo ci ha fatto capire che stavamo andando nella direzione giusta.

Giorgia Meloni, in un’intervista, ha affermato: “Ben venga una segretaria donna, per contribuire a uno svecchiamento del PD”. È d’accordo?

R.O.: Sicuramente abbiamo apprezzato le parole di Meloni, ora lei e Schlein potranno finalmente confrontarsi sui fatti. Anche il PD ha ora una leader forte che porterà le istanze del partito.

La figura di Elly Schlein, seppur magari divisiva, è sicuramente coerente con l’immagine e gli ideali del partito, giusto?

R.O.: Sì, il PD veniva da un momento in cui stava toccando il minimo storico. Questo trend è stato invertito, la comunità democratica si è fatta sentire e ha visto in Schlein una leader importante e rappresentativa. Come dice Schlein, «la destra fa la destra, sta a noi fare la sinistra». A noi ha colpito la consapevolezza che il PD fosse a un bivio. Bonaccini è estremamente competente, ma a lui manca quella grinta e capacità di gridare le istanze del partito e caratterizzarlo sui temi dell’ambiente, inclusività e altre tematiche purtroppo accantonate nell’ultimo periodo.

Zardini, lei sosteneva Bonaccini invece. Quali potrebbero essere state le ragioni della sua sconfitta?

Diego Zardini: Nonostante sia una vittoria sorpresa, io non l’ho trovata sorprendente. Chi frequenta da tempo i militanti e gli elettori del partito, ha percepito la sfida molto aperta, e io ero tra questi. Sentivo tante persone che segnalavano l’esigenza di cambiamento, e Schlein ha proposto questo rinnovamento più e meglio di Bonaccini. A mio avviso Bonaccini è molto abile a governare, basti pensare al suo operato in Emilia Romagna. Ritenevo che Bonaccini sarebbe stato un grande segretario nazionale, naturalmente senza pensare che gli altri candidati non lo fossero.

Probabilmente si assisterà dunque a qualche novità all’interno della grande famiglia del Partito Democratico…

D.Z.: Quando si partecipa a una comunità ci si dà delle regole, si fa una sfida, che questa volta ha vinto Elly Schlein. Occorre che anche Schlein tenga conto delle parole di Bonaccini. Per la prima volta gli iscritti avevano dato la preferenza a Bonaccini, mentre gli elettori hanno ribaltato il risultato. Sono sicuro che Schlein saprà tenere conto che gli iscritti avevano dato un parere diverso. Accettiamo la sconfitta, e continueremo a lavorare per portare avanti alcune idee e proposte. Io per esempio continuerò a portare avanti la mia posizione sull’autonomia, forse non allineata con quella di Schlein, ma manterrò la mia opinione e continuerò a portarla avanti.

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