Elisa Costa, le buone pratiche di consumo in un docufilm

La responsabile della comunicazione di Altromercato racconta come il documentario vincitore del Premio Mediastars cerchi di sensibilizzare le persone su temi di sostenibilità ambientale e sociale.

Elisa Costa, responsabile della comunicazione di Altromercato.
Elisa Costa, responsabile della comunicazione di Altromercato.

Altromercato si è distinto in queste settimane con la vincita del premio di Mediastars, presentando il cortometraggio e docufilm Esiste un caffè che non è amaro per chi lavora?. Abbiamo dunque ospitato negli studi di Verona Network Elisa Costa, responsabile della comunicazione di Altromercato. Costa ha illustrato i contenuti del documentario, mettendo in evidenza quanto sia importante adottare la giusta strategia comunicativa per sensibilizzare sempre più persone ai temi della sostenibilità ambientale e sociale.

Che tipo di realtà è Altromercato?

Altromercato è la principale realtà di commercio equo e solidale in Italia e seconda nel mondo. Siamo un’impresa sociale fondata da 90 soci con più di 220 punti vendita sul territorio. Gestiamo rapporti con oltre 140 organizzazione nel mondo in circa 40 paesi. Questo vuol dire che ci sono migliaia e migliaia di contadini e contadine, artigiani ed artigiane che lavorano con noi. Il loro lavoro viene rispettato ed equamente retribuito. Questo perché il modello del commercio solidale si basa su una filiera trasparente e tracciabile, che rispetta il lavoro del produttore, tutela l’ambiente e il consumatore garantendogli un prodotto di qualità. Il commercio equo consiste in una partnership commerciale basata su dialogo, trasparenza e rispetto. Tre sono i concetti principali in questo ambito: il prezzo equo, il prefinanziamento e la continuità e stabilità con i produttori.

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Una bella realtà che ha vinto il Premio Mediastars, il premio tecnico della pubblicità nella sezione tecnico-audiovisiva per la categoria etico-sociale. Questo docufilm che sono circa sette minuti composti da interviste anche a produttori di caffè. Come avete sviluppato il concept?

Il docufilm rientra all’interno di una campagna di comunicazione che si chiama “Consumi o Scegli”, una campagna che ha l’obiettivo di trasformare ogni consumatore in cittadino attivo. Spesso si crede che per fare delle azioni che abbiano un impatto positivo a livello sociale, ambientale ed economico si debba compiere delle azioni eroiche. In realtà noi riportiamo l’attenzione a dei piccoli gesti e alle abitudine quotidiane di ognuno di noi. Se si sa scegliere abbiamo tutti quanti la possibilità di generare un impatto positivo.

Il documentario ha come protagonista un prodotto che abbiamo chiamato caffè manifesto perché non è un semplice prodotto ma è diventato un media, un mezzo di comunicazione. è un caffè che viene prodotto con il caffè del Nicaragua, i cui produttori sono i protagonisti. Il documentario pone la domanda Esiste un caffè che non è amaro per chi lavora?, ovvero chiediamo allo spettatore di riflettere se esiste un caffè che non danneggi chi lo produce. Molto spesso nel mercato convenzionale i produttori di caffè sono schiacciati dalle forti oscillazioni del prezzo e dalle speculazioni finanziarie delle borse europee e statunitensi. Il cortometraggio racconta invece come un produttore che entra nella rete del commercio equo e solidale riesca a superare queste problematiche.

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Perché si fa ancora fatica a dare un peso a quello che andiamo a comprare al supermercato ogni giorno? Perché non si sta attenti a come viene prodotto ad esempio il caffè e si sceglie sempre per spendere meno senza curarsi della fine che fanno i produttori?

Credo che viviamo in un contesto che è sempre più frenetico. Il nostro obiettivo è quello di dar modo ai produttori di tutto il mondo di accedere al mercato e di fare anche cultura, cercare il più possibile con nostri messaggi e comunicazioni trovare il modo di aprire una breccia nella quotidianità nella marea di comunicazioni a cui le persone sono sottoposte. è un tema sempre più discusso e le persone si stanno anche abituando a queste tematiche e vediamo che c’è la volontà di approfondire temi che riguardano non solo la sostenibililità ambientale ma anche quella sociale.

Guarda l’intervista su Radio Adige Tv: