Edoardo Lana: «Il mio programma? Attenzione al sociale e agli investimenti su Verona»

L'ex tecnico dell'assessorato ai Lavori pubblici e all’edilizia sportiva e monumentale si candida alle elezioni con Verona Domani, lista civica che sta crescendo nei numeri anche in Provincia.

Edoardo Lana
Edoardo Lana, candidato di Verona Domani.

Sono uscite da pochi giorni ufficialmente le liste dei candidati che concorreranno al voto per le elezioni amministrative del Comune di Verona il 12 giugno. Verona Network sta dunque continuando a intervistare i politici nei propri studi. Oggi è il turno dell’avvocato civilista Edoardo Lana, candidato di Verona Domani. Lana ha già avuto modo di entrare a Palazzo Barbieri nel 2015 quando gli è stato dato l’incarico tecnico nell’assessorato ai Lavori pubblici e all’edilizia sportiva a monumentale. Ora l’obiettivo è occuparsi di Verona non solo come tecnico ma anche come politico.

Lei si è avvicinato alla politica nel 2015 quando fu chiamato da tecnico per ricoprire un assessorato. Ce ne può parlare?

Nel 2015 sono stato chiamato a sostituire l’assessore Stefano Casali, che era stato eletto in Regione e ho ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori pubblici e all’ edilizia sportiva e monumentale. è stata un’esperienza molto importante che in realtà mai avrei creduto di poter ricoprire prima d’ora.

Tra l’altro, c’è un’amicizia storica che la lega all’avvocato Casali, attualmente presidente di Agsm.

È merito di Stefano Casali se io ho avuto la fortuna di avvicinarmi alla politica che non è stata esente, da piccole e grandi problematiche. Non essendo dell’ambiente, ho avuto soprattutto inizialmente qualche piccola difficoltà, ma che poi sono riuscito a superare anche grazie all’aiuto di tutto il mio gruppo di Verona Domani di cui io sono assolutamente fiero.

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Si ricorda la sua chiamata a Palazzo Barbieri in sala Goggi? Le emozioni che visse in quei giorni e in quelle prime settimane nel 2015?

Era fine giugno ed è stato proprio Stefano Casali a chiamarmi mentre stavo mangiando con vista mare con la mia famiglia. Mi disse di mangiare, dormire e riposare quella sera perché l’indomani mattina sarei dovuto essere a Verona, dove sarei stato nominato assessore ai Lavori pubblici. È stato un piccolo choc e una bellissima emozione.

Tra l’altro riuscì anche a portare a casa dei risultati nel suo biennio di assessorato.

In un biennio ho avuto la fortuna di avere gli uffici e i dirigenti che mi hanno preso sottobraccio e grazie ai quali siamo riusciti ad inaugurare grandi opere come il Bastione delle Maddalene, il Museo Cavalcaselle, degli affreschi alla tomba di Giulietta, il Museo Archeologico al Teatro Romano e non ultima, la funicolare che rimane il nostro fiore all’occhiello.

Decaduta poi la giunta, si andò a nuove elezioni nel 2017 e lei ha dato una mano a Verona Domani, contribuendo alla vittoria del sindaco Federico Sboarina. Non le venne in mente in quel momento di cercare una continuità con la sua attività amministrativa?

No, non mi è venuto in mente una continuità amministrativa, anche perché il mio mandato col quale sono stato nominato assessore, era quello di tecnico esterno e quindi non era neanche giusto ed ero già stato in quel momento dell’esperienza e sono rimasto dietro, nelle retrovie, ad aiutare i compagni di cordata che hanno fatto un ottimo lavoro.

Dal 2017 continua poi a rimanere nell’ambiente di Verona Domani. Pochi giorni fa le si è presentata l’occasione di tornare in pista, questa volta non solo da tecnico, ma anche da politico. Il 12 giugno infatti ci sarà anche lei come candidato di Verona Domani. Cosa l’ha spinta questa volta, ad accettare e a dare la sua disponibilità per il consiglio comunale?

Innanzitutto devo ringraziare il gruppo di Verona Domani che ha pensato anche a me per cercare di proporre una lista di persone competenti. Io posso dire di aver maturato in questi due anni un’esperienza che ritengo importante e che metto a disposizione della collettività. Se le persone che sono della nostra area politica riterranno che io possa essere ancora la persona giusta in amministrazione comunale sono qui pronto. Spero che le elezioni ci diano grandi soddisfazioni come sono certo che succederà.

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Verona Domani ha fatto la scelta coraggiosa di correre da sola a sostegno di Federico Sboarina. La vostra lista civica è tra l’altro cresciuta molto negli ultimi tempi, presentando forse una crescita maggiore rispetto ad altre liste civiche. Come se la spiega questa crescita? Come mai tante persone stanno aderendo a livello provinciale e non solo al movimento presieduto da Matteo Gasparato?

Verona Domani è presente in quasi tutti i comuni della provincia. A Verona la nostra lista è il più numeroso e continuiamo ad avere grandi adesioni. Il nostro modo di fare politica e amministrazione in maniera trasparente è aperta a chiunque voglia sposare i nostri principi.

Tanti meriti di Verona Domani vengono attribuiti proprio anche al presidente Gasparato che sa indicare le giuste strategie per allargare questo movimento.

Assolutamente! Matteo Gasparato è il deus ex machina di questo movimento. È la persona di riferimento alla quale tutti chiediamo consigli e che ci aiuta a fare bella figura nella pubblica amministrazione. Nonostante i suoi impegni da amministratore sa orientare e dare una mano non indifferente ai membri della sua lista.

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Qualora le venisse data la possibilità di entrare nuovamente a Palazzo Barbieri. Quali sono i filoni e gli ambiti di interesse che le piacerebbe seguire da tecnico e da politico?

Viviamo un momento storico difficile, nel senso che la situazione sociale è molto tesa. Veniamo fuori da una Pandemia, poi ci sono stati gli aumenti dell’energia e anche del gas. Le famiglie che fino a poco tempo fa erano in fascia media, ora sono in grosse difficoltà e devono addirittura umiliarsi a volte a chiedere aiuto al Comune. Io punterei dunque la mia attenzione sicuramente al sociale. Non dimentichiamoci che, grazie al Pnrr e a Verona Olimpica, ci sarà su Verona la disposizione di diversi milioni di euro che bisognerà cercare di gestire al meglio. Il mio programma politico è quello di cercare di riuscire a seguire bene gli investimenti e di portare a termine le opere, cosa che ho già nel mio biennio del mio mandato.

Questa pandemia ha innescato alcune dinamiche che ci mettono in difficoltà, come la famiglia. Lei sicuramente, anche grazie al suo osservatorio professionale, ha avuto modo di notare delle forti tensioni in questo settore. Ci sarà quindi da lavorare su questo ambito del sociale?

Assolutamente sì! Da avvocato civilista posso dire che il sistema famiglia già da qualche tempo scricchiola sotto certi punti di vista. Adesso poi c’è la comunicazione che rende pubbliche situazioni che una volta invece rimanevano all’interno delle quattro mura. Non dimentichiamo che durante la Pandemia alcuni nuclei familiari di 4 o 5 persone vivevano in un monolocale o in un bilocale e non tutti avevano delle situazioni idilliache. C’è stato sicuramente quindi un aumento di grosse tensioni sociali ed economiche che hanno afflitto tante persone, rendendo la loro vita familiare poco serena. Il Comune, nel suo piccolo e anche nel suo grande, sta cercando di intervenire per alleviare il più possibile le tensioni.

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