Editoriale 78 | Sognare il futuro

Editoriale di Matteo Scolari

Mettere insieme ciò che eri con quello che sei diventato vuol dire crescere. (James L. Brooks)

Ebbi la fortuna di conoscere per la prima volta Sandro Veronesi qualche anno fa, quando fu ospite di una serata organizzata dall’associazione di imprenditori “Innoval” presso la sede di Just Italia, a Stallavena di Grezzana. Ciò che mi colpì di più di quell’incontro era il forte attaccamento che l’imprenditore scaligero, nato a Belluno Veronese, dimostrava nei confronti della sua città. Già allora il suo Gruppo era proiettato verso confini europei e internazionali, ma non scordava, ogni tanto, di tornare con la mente e con lo sguardo sulla sua Verona, tutt’oggi sede del suo quartier generale.

Sosteneva che se un’azienda riesce a raggiungere dimensioni importanti, dovrebbe avere l’obbligo, almeno morale, di reinvestire parte di ciò che guadagna, sul territorio in cui è partita o in cui opera. Non mi meraviglia, quindi, che il patron di Calzedonia abbia deciso di sostenere un concorso internazionale di idee per valutare alcune soluzioni futuribili per la salvaguardia dell’Anfiteatro Arena.

Al di là di tutte le considerazioni tecniche o sulle reali opportunità o esigenze di copertura, sono quasi certo che Veronesi abbia voluto supportare, come ha fatto tante volte anche per mezzo della Fondazione San Zeno da lui creata nel 1999, un’iniziativa che puntava, in primis, a esprimere creatività, ingegno, fantasia su un soggetto, l’Arena, che è un patrimonio sicuramente da preservare.

Potremmo definirla una scelta di un moderno mecenate che, oltre alla formazione, alla cultura e allo sport, mette a disposizione parte del suo successo all’interno della comunità in cui è cresciuto, sia come persona, sia come “organizzatore d’azienda”. Definizione, quest’ultima, che gli affibbiò un frate stimmatino un giorno in cui il giovanissimo Veronesi andò in gita con la scuola, al tempo delle medie, al monastero di Sezano. Una vera e propria premonizione.

Il sue legame con la nostra città, ripeto, mi colpì e mi colpisce molto. È lo stesso che vorremmo vedere da altri, in altri settori, con altri ruoli. È di sicuro il legame che spinge la redazione di Pantheon, e ora anche di Tv7, a impegnarsi quotidianamente per il territorio veronese e per i suoi cittadini, lo stesso che lega gli oltre sessanta soci dell’Associazione Verona Network, di cui ho la fortuna di essere presidente, e che lo scorso 16 febbraio ha iniziato il nuovo ciclo di incontri a cadenza mensile (il primo dedicato alla sicurezza), per discutere di alcuni temi che stanno a cuore alla città e ai veronesi.

Tra qualche mese ci saranno le amministrative, la corsa a Palazzo Barbieri è già iniziata. L’auspicio è che la prossima amministrazione, qualsiasi essa sia, metta al centro Verona e le sue eccellenze e che apra un dialogo costruttivo con la città e i suoi protagonisti.

Soltanto così potremo crescere, sognando in grande. Come fa Sandro Veronesi.