Pantheon 72 | Fare network

Editoriale di Matteo Scolari

Scegli la strada in salita, è quella che ti porterà alla felicità. Jean Salem

Sono sempre più convinto, sen­za mai averlo messo in dub­bio, neanche per un secondo, che il modello a rete, il cosiddetto “network”, specie se applicato a li­vello territoriale, rappresenti una grande occasione per tornare ad essere felici.

Proprio così, per tornare ad essere felici. Perchè? Secondo l’autorevo­le Rapporto mondiale sulla felicità, stilato anche quest’anno dal Sustai­nable Development Solutions Net­work (organismo dell’Onu), nel 2015 l’Italia è scivolata in classifica al cin­quantesimo posto. Tanto per essere chiari, siamo stati superati da pae­si quali la Malaysia, il Nicaragua e l’Uzbekistan. Ai vertici dei Paesi col “sorriso”, invece, la Danimarca, la Svizzera e l’Islanda.

Ma quali sono i fattori utilizzati come parametro per stabilire que­sta particolare graduatoria? Sei va­riabili: reddito, libertà nelle scelte di vita, assenza di corruzione, aspet­tativa di una buona salute, qualità delle relazioni umane e generosità.

E proprio il valore delle relazio­ni umane e della generosità tra le persone sembra essere prepon­derante tra le nazioni in testa. Se­condo l’economista Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University, «al posto di adottare un approccio incentrato esclusivamente sulla crescita eco­nomica, dovremmo promuovere so­cietà prospere, giuste e sostenibili dal punto di vista umano, relazio­nale e ambientale» per tornare nei piani alti della scala della gratifica­zione personale.

Parlando di impresa, il professore di economia politica all’Università di Bologna, Stefano Zamagni, sostie­ne che si è civilmente responsabili quando insieme ad altri soggetti, non necessariamente politici, ci si adopera per modificare le regole che non funzionano più, leggi com­prese, e si punta verso il bene co­mune.

Ed è proprio questo lo spirito che contraddistingue il cosiddetto net­work di cui parlavo all’inizio. Una rete o più reti territoriali che favoriscono le relazioni e i rapporti tra le persone e che promuovono la condivisione di idee, iniziative, opportunità ci rendo­no più felici e portano, senza dubbio, valore aggiunto sul territorio in cui operano.

Venerdì 15 luglio siamo tornati in Les­sinia dopo l’evento degli Stati Gene­rali del 2013. Questa volta con una consapevolezza maggiore e con la spinta e il supporto dei 58 soci di Ve­rona Network. Abbiamo voluto incon­trare i sindaci e gli amministratori dei comuni montani, ma anche i protago­nisti di questo meraviglioso territo­rio, ragazzi e ragazze che da tempo stanno spingendo per un brand terri­toriale, quello appunto della Lessinia, declinato in diversi settori.

Il messaggio chiaro che ci siamo sentiti di dover condividere con gli ospiti in questa speciale sede è che se non iniziamo a fare un percorso di aggregazione e di sistema forte tra enti istituzionali, imprese, associazio­ni e cittadini privati, difficilmente si potranno trovare risposte in futuro a quelle che sono le principali criticità della montagna veronese.

Abbiamo portato anche due esem­pi straordinari di cooperazione e di lungimiranza amministrativa, ovvero i casi di Sulzano e di Valsamoggia di cui leggerete. In questi comuni si è collaborato a più livelli ottenendo nel primo caso un evento di portata mondiale, la passerella di Christo, nel secondo il primo comune fuso d’Italia, quello di Valsamoggia, che ha per­messo di sbloccare tante situazioni in stallo da anni. Il Lessinia c’è tantissi­ma gente di buona volontà, abbiamo delle eccellenze straordinarie, prima fra tutte Francesco Sauro, lo spele­ologo al quale abbiamo dedicato la copertina di questo numero, conside­rato dal TIME uno dei dieci giovani più influenti al mondo.

Insomma, di motivi per essere felici ce ne sono molti. Basta esserne consape­voli e, soprattutto, volerlo. Insieme.