Editoriale 80 | Giovani e meritocrazia

Editoriale di Matteo Scolari

“Il silenzio che accetta il merito come la cosa più naturale del mondo è la forma più alta d’applauso.” Ralph Waldo Emerson

Un Paese che ha bisogno di tornare a crescere, in tutti i sensi, necessita senza dubbio di persone competenti e preparate. Se nel passato, e talvolta anche nel presente, il binomio giovani e meritocrazia sembrava essere ben distante da un’italica concezione, oggigiorno dobbiamo far sì che proprio il merito entri con prepotenza nel nostro sistema culturale, relazionale e gestionale.

E lo si faccia proprio partendo dalle nuove generazioni, non solo perché è moralmente giusto, ma perché conviene a tutti. Non bastano i tagli e le imposte per invertire i trend negativi degli ultimi anni, accentuati anche dalla crisi economica: serve una rivoluzione fondata proprio su meritocrazia e rispetto delle regole.

È un obbligo, per alcuni una speranza, per evitare che una nazione dall’alto potenziale, ma altrettanto statica, come l’Italia, perda sempre più posizioni e credibilità all’interno di uno scenario globalizzato, dove ad emergere e a creare opportunità sono economie più dinamiche ed efficienti, a partire da Stati Uniti e Inghilterra.

E proprio del modello inglese, “appealing”, ovvero attraente, ci ha parlato Giacomo Marino. Veronese, classe 1979, Marino dopo una laurea alla Bocconi di Milano e quasi dieci anni vissuti a Londra, città in cui ha lavorato per prestigiose realtà del settore finanziario e bancario, è tornato in Italia dove ha ricevuto l’incarico di direttore generale di Fondazione Cariverona. Un ruolo importante il suo: un patrimonio di due miliardi di euro da gestire su un territorio che parte da Verona e che tocca tutto il Veneto fino ad arrivare nelle Marche, ad Ancona e in altre zone d’Italia. Erogazioni da riversare sul territorio attraverso progetti di sviluppo in ambito culturale, storico, artistico e sociale che contribuiscono a mantenere “vivace” – come afferma lo stesso direttore – il tessuto socio economico di riferimento.

Abbiamo dedicato a lui, a Giacomo Marino, la copertina e il Primo Piano di questa edizione del giornale. Proprio perché riteniamo che sia preparato – e lo ha dimostrato portando a termine importanti operazioni bancarie e assicurative – sia competente, giovane e attento alle macrodinamiche che portano a una visione ampia e allargata di futuro. Per una volta tanto la giovane età c’è, il merito pure. E siamo in Italia. Una piccola grande rivoluzione è iniziata.

Non a caso il direttore ha accettato di partecipare con la Fondazione – ed è stata la prima volta in dieci anni – all’incontro organizzato da Verona Network lo scorso 12 aprile, all’interno del quale si sono seduti allo stesso tavolo il Banco BPM, Cattolica e, appunto, Cariverona. Non era mai accaduto prima che le tre principali realtà finanziarie si trovassero fianco a fianco per confrontarsi, discutere, trovare, per quanto possibile, punti d’incontro. Un piccolo grande segnale di un vento che forse sta cambiando.

Come Marino, siamo convinti che ci siano decine, centinaia, migliaia di ragazzi e ragazze  che si impegnano, faticano, investono tutto quello che hanno, ogni giorno, per far emergere il volto nuovo di un’Italia che, come dicevamo all’inizio, vuole tornare a crescere. A loro dovrebbe andare il nostro plauso, la nostra riconoscenza, la nostra attenzione.