Economia, Giuliano: «Un errore essere troppo pessimisti»

Ai microfoni di Radio Adige TV è intervenuto Giuseppe Giuliano, direttore del quotidiano “L’Adige”, per fare una panoramica sulla situazione dell’economia veronese, tra le difficoltà dovute alla pandemia e la ripresa.

Giuseppe Giuliano, direttore del quotidiano online “L’Adige”, commenta la situazione economica attuale: «Se guardiamo ai dati del momento, la situazione non è brillantissima, però bisogna guardare anche a quello che sta crescendo di buono. Citando un paio di dati: Verona è la terza provincia veneta dove ci sono aziende che stanno investendo nei settori green, nell’economia verde, abbiamo alcuni esempi di imprese che si muovono comunque, nonostante il momento per mettere le basi per il futuro».

Prosegue poi Giuseppe Giuliano: «Per fare alcuni esempi: la Riseria Ferron, che nonostante in Italia il settore della ristorazione sia fermo, ha fatto una joint venture in Cina, o Swinger che, nonostante il periodo difficile anche per il settore dell’abbigliamento, ha fatto una joint venture con Chiara Ferragni per sviluppare una nuova linea di moda. Quindi, al di là del momento che è difficile per tutti e tutti sono preoccupati, c’è una realtà che continua a muoversi e che porta dei risultati e penso che nei prossimi mesi avremmo dei risultati ancora più interessanti. Non bisogna essere troppo pessimisti, sarebbe un errore».

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Sui fondi che sono stati stanziati dallo Stato commenta: «Lo Stato non ha stanziato dei fondi ma ha preso a prestito dei soldi dai nostri figli e li sta spendendo per tenere a galla il sistema produttivo. Penso che lo Stato di risorse non ne abbia, quindi quello che ha speso secondo me in qualche caso è anche fin troppo. Il problema è sulla qualità della spesa: lo Stato deve spendere i soldi, al di là di coprire le perdite immediate, per un progetto di medio periodo, in questo modo si può trasformare un momento di crisi in un momento di opportunità e di futura crescita».

Aggiunge Giuliano: «Alcune idee sono buone e sono cose che già c’erano – pensiamo ad esempio al bonus del 110% per le case, è una grande chiave di ammodernamento delle nostre città – e che devono essere accolte subito, se ci mettono troppo tempo a fare decreti attuativi a sviluppare le procedure e le pratiche, allora rischiamo di vanificare questa opportunità».

«Devo dire che però – prosegue – al di là degli inizi un po’ farraginosi, il sistema degli aiuti e della promozione sta diventando più efficiente, i bonifici stanno arrivando nei conti correnti. Questo è un paese che è fortemente indebitato, se avessimo avuto meno debiti, come hanno la Francia, la Germania, la Spagna, i soldi da immettere subito nell’economia, sarebbero stati molti di più. C’è da dire che questo paese ha un risparmio privato enorme, quindi se lo Stato avesse la capacità di proporre un progetto a medio periodo interessante per gli italiani, credo che troverebbe in Italia molte risorse disponibili».

Giuseppe Giuliano, direttore del quotidiano “L’Adige”, conclude parlando del 2021: «Le previsioni in economia valgono zero. A logica, l’epidemia finirà prima della primavera, perché nessun paese può reggere ancora così. Credo che dalla primavera del prossimo anno, andremo tutti quanti al 110%».

«Per quello che riguarda Verona, noi paghiamo oggi un prezzo più alto del Veneto e del resto dell’Italia, perché dipendiamo moltissimo dal turismo, l’agroalimentare e la parte delle fiere. Si ripartirà necessariamente e quindi dovremo essere in buone condizioni per avere un buon rimbalzo dal punto di vista del PIL».

«Consideriamo poi che a Verona moltissime realtà industriali lavorano per il mercato tedesco – circa 5000 dipendenti veronesi lavorano per la Germania – la Germania uscirà molto prima di noi dalla crisi, sarà il nostro grande compratore di prodotti, dal food al vino alle tecnologie, e questo secondo me aiuterà Verona a correre il prossimo anno».

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