Eccidio Divisione Acqui, Tommasi: «Importante non dimenticare»

Si sono svolte ieri le celebrazioni per il 79esimo anniversario dell'Eccidio della Divisione Acqui, il massacro dei soldati veronesi caduti a Cefalonia e Corfù per mano dell'esercito tedesco tra il 12 e 26 settembre 1943. Presente anche il sindaco Damiano Tommasi, che ha ricordato l'importanza di tramandare il ricordo e la memoria ai ragazzi.

Eccidio Divisione Acqui Damiano Tommasi
Le commemorazioni di ieri per il 79esimo anniversario dell'eccidio della Divisione Acqui

Eccidio Divisione Acqui, Tommasi: «Importante non dimenticare»

Nel segno di un commosso ricordo e con un’ampia partecipazione di studenti delle scuole veronesi, si è svolta anche quest’anno la commemorazione  dell’eccidio dei soldati della Divisione Acqui avvenuto nel 1943, dopo l’armistizio, nelle isole Ioniche greche di Cefalonia e di Corfù ad opera delle truppe della Wehrmacht.  

L’evento, destinato a ricordare  il 79° anniversario dei fatti, si è tenuto a Verona dinanzi al Monumento dedicato ai caduti e ha visto la partecipazione, insieme al Prefetto Donato Cafagna, delegato dal Governo, del Sindaco Damiano Tommasi, del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito  Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, del Presidente Nazionale dell’Associazione  Divisione Acqui Giuseppe Dalpiaz, nonché di numerose autorità civili, religiose e militari.

Sono intervenuti due reduci della Divisione,  gli ultracentenari Olindo Bussi e Andrea Gagliardi, che hanno voluto rendere omaggio con i ragazzi delle scuole alla bandiera di guerra della Divisione Acqui.

Nel suo intervento il Prefetto,  rivolgendosi ai giovani, li ha invitati a raccogliere il testimone generazionale rappresentato dal  messaggio forte, chiaro e attuale di dignità, di forza d’animo, di coraggio consegnato dai superstiti e dai caduti di Cefalonia per un futuro di onore, di pace e di progresso per l’Italia e l’Europa.

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Presente anche il sindaco Damiano Tommasi

Anche il sindaco ha partecipato alla cerimonia. «È un onore per me rappresentare la città di Verona, decorata Medaglia d’Oro al Valor Militare – ha sottolineato il sindaco -. Ringrazio tutte le autorità intervenute per commemorare questa tragica pagina della nostra storia, che va ricordata e non dimenticata. Un gesto rivolto soprattutto ai ragazzi, perché questo aiuta a costruire il nostro e il loro futuro. Le guerre non si perdono e non si vincono, ma si superano, ed è nel modo in cui lo si fa, che fa la differenza nella costruzione delle nostre comunità. Purtroppo la tecnologia e i mezzi di informazione ci fanno vivere l’attualità della guerra vicina, portandoci dentro ai tragici eventi».

Ha poi aggiunto: «Guerre che lasciano eroi e vittime, ma che devono anche insegnarci a formare una collettività basata sulla convivenza pacifica, sull’aiuto, sulla condivisione di quello che siamo tenuti a custodire. Il nostro futuro dovrà avere basi diverse da quelle che, come la storia ci ha insegnato, hanno portato tragedie. È responsabilità di noi adulti tramandare alle nuove generazioni il ricordo, l’onore ai Caduti e a quanti hanno cercato di interrompere quegli eventi funesti. Siamo tutti corresponsabili del nostro futuro e di come sarà la nostra comunità. I simboli e le cerimonie possono sembrare lontane e fuori dal tempo, un qualcosa di strano e di inconcepibile, ma è proprio in questo che dobbiamo trasmettere l’importanza della memoria e di una materia scolastica come la storia, spesso sottovalutata ma invece base fondamentale per la costruzione del nostro futuro. Viviamo dunque questi momenti, e portiamoli dentro senza dimenticare i reduci, che dobbiamo ringraziare e che ci riportano ai drammatici momenti di una storia che sembra lontana, ma che invece è vicina a causa degli eventi attuali».

Il massacro della Divisione Acqui

All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, la divisione Acqui, di stanza nell’isola di Cefalonia nel mar Ionio, rifiuta di cedere le armi ai tedeschi. È l’inizio di una disperata battaglia dall’esito già segnato. Le truppe tedesche, grazie ai rinforzi giunti dall’entroterra e soprattutto grazie all’appoggio aereo, dopo circa una settimana di combattimenti, hanno la meglio sui soldati italiani. Per ordine diretto di Hitler, i tedeschi non fanno prigionieri. Vengono massacrati e gettati nelle fosse comuni circa cinquemila uomini. I pochi superstiti furono poi deportati nei campi di prigionia in Germania.

I tre reduci veronesi

Olindo Bussi, 101 anni, Dino Benedetti, 100 anni e Andrea Gagliardi, 99 anni, sono i tre reduci veronesi ancora viventi. Non manca occasione, da parte di parenti, amici, ma soprattutto da parte delle Istituzioni, di ricordarsi di loro, per far sentir loro la riconoscenza di tutti, per quello che hanno fatto e subito, a Cefalonia e Corfù, in quei tragici giorni del settembre 1943, drammatico fatto storico, da tutti riconosciuto come primo atto della Resistenza italiana contro l’oppressione nazi-fascista. 

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