Draghi: «Fondamentale vaccinare le classi a rischio»

Alle 18.30 conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al professor Locatelli. Molti i temi affrontati, in particolare sull'importanza di vaccinare le categorie a rischio.

Alle 18.30 conferenza stampa del presidente del Consiglio, Mario Draghi, insieme al professor Locatelli. Molti i temi affrontati, in particolare sull’importanza di vaccinare le categorie a rischio.

Tema vaccini

«La prima cosa da capire che serve seguire le linee espresse dal ministro Speranza, dal Cts, dai professori. La raccomandazione è usare AstraZeneca sopra i 60 anni. Il rischio di decesso per covid è massimo per chi ha più di 75 anni. Perciò è prioritario vaccinare gli ultra settattancinquenni. Serve coscienza, perché chiunque abbia meno di 60 anni non dovrebbe togliere il vaccino ai più fragili o anziani» afferma il Presidente del Consiglio.

«AstraZeneca ha un ruolo molto bene preciso e può essere utile per coprire la fascia delle persone fragili. Le scelte fatte come nella giornata di ieri fanno riferimento a casi straordinariamente rari, sono 86 casi su una platea di 25 milioni di vaccinati» aggiunge Locatelli. «La disponibilità dei vaccini non è calata – riprende Draghi – il trend della programmazione sta ridsalendo. Non ho dubbi sugli obiettivi, ma serve concentrarsi sulla classe di età over 80. La disponibilità che abbiamo ora ci permette di raggiungerli tutti e anche gli ultrasettantacinquenni».

«Chiaro che in base a come andranno le vaccinazioni, riducendo i rischi, piano piano si potrà riaprire» prosegue. «Sono d’accordo con il ministro Giorgetti riguardo all’argomento goldenpower, uno strumento che il governo ha per evitare di cedere assets strategici a potenze straniere. Questo metodo va usato quando serve».

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Riaperture

«Passiamo da una situazione di mancanza di vaccini ad una situazione in cui potrebbero essercene troppi, ma per noi l’importante è vaccinare le classi di rischio» aggiunge Draghi. «Molti mi chiedono aperture, è normale, perché il miglior sostegno per le attività è proprio riaprire. Sono assolutamente consapevole di questo, nonostante condanni la violenza. Io vorrei davvero riaprire ma in sicurezza, l’obiettivo è soprattutto riaprire le scuole, per far chiudere insieme l’anno ai nostri ragazzi. Serve accelerare sulle vaccinazioni alle categorie a rischio. Non è così importante la vaccinazione della totalità della popolazione ma di chi rischia».

«L’andamento dei contagi e l’andamento delle vaccinazioni nelle classi a rischio condizioneranno le aperture. Per quanto riguarda il turismo, serve prepararsi alla stagione, non darla per persa. Potrebbe essere che si riapra al 2 giugno ma non è detto. Serve annunciare che siamo pronti ad accogliere i turisti che abbiano un certificato vaccinale. Ho chiesto inoltre al ministro Garavaglia di preparare la stagione delle fiere e degli eventi, perché stiamo guardando alle prossime settimane, vogliamo prepararci».

«La data del 30 aprile è solo una data, dipende tutto anche dall’andamento dei contagi. Potrebbe essere anche prolungata, anche dovute alle diversità date dalle vaccinazioni delle regioni» continua.

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