Dopo ventidue anni, chiude il gruppo Fevoss di Poiano

VERONA – Dopo ventidue anni e mezzo di attività al servizio del prossimo, chiude il gruppo Fevoss di Poiano. D’ora in avanti, quei cittadini che erano soliti rivolgersi quotidianamente ai volontari dell’associazione per usufruire di trasporto verso i luoghi di cura o di un’iniezione prescritta dal medico troveranno serrata la porta della sede-ambulatorio di via Abate Caliari.

A dare l’annuncio, non senza rammarico, Edvige Fraccaroli. È la ex coordinatrice del gruppo nato a Poiano nell’aprile del 1990 da un’intuizione dell’allora parroco don Giulio Aldegheri, convinto che fosse importante far sentire gli anziani protagonisti della comunità nella quale vivono offrendo loro sostegno e compagnia per far fronte alla solitudine.

«Abbiamo lavorato sempre con gioia» esordisce. «Per problemi familiari, sono costretta ad abbandonare il ruolo che ho ricoperto fino a oggi e nessuno dei volontari attivi in paese se la sente di prendere il mio posto». Senza un coordinatore, insomma, quanto realizzato fino a ora con impegno e buona volontà («ma sempre in maniera gratuita», ci tiene a sottolineare) è destinato a interrompersi. «Eppure di bisogno ce n’è parecchio qui a Poiano, dove ci sono pochi luoghi di aggregazione per le persone anziane e disabili» precisa, aggiungendo di aver ricevuto diverse telefonate in seguito all’improvvisa interruzione delle attività.

Negli anni, la sede-ambulatorio che si trova lungo la salita che conduce alla parrocchiale è stata un punto di riferimento parecchio frequentato da diversi residenti del paese. Soprattutto anziani soli, in difficoltà nello sbrigare faccende burocratiche o alle prese con piccoli problemi domestici, dal fare la spesa al semplice gesto di cambiare una lampadina in casa. «Grazie alla collaborazione di tre infermiere professionali in pensione, per tre giorni alla settimana, l’ambulatorio era a disposizione per effettuare misurazioni di pressione e iniezioni dietro prescrizione medica. Per i pazienti allettati, offrivamo anche un servizio di assistenza domiciliare in caso di necessità» spiega la Fraccaroli. A questo si affiancavano i trasporti verso i luoghi di cura, per i quali i volontari, in mancanza di pulmino, hanno messo a disposizione le proprie automobili. C’erano poi momenti di aggregazione, organizzati in collaborazione con la comunità parrocchiale (in occasione delle festività natalizie e pasquali, durante il Carnevale o altre ricorrenze) che richiamavano una settantina di paesani.

Un impegno che nel 2001 ha fatto meritare al piccolo, ma intraprendente, gruppo (attualmente composto da una decina di volontari dalle varie mansioni), il premio “Ape d’oro” da parte del Comune di Verona per aver operato in maniera silenziosa al servizio della comunità. «Abbiamo fatto di tutto e di più, sempre con volontà ed entusiasmo» conclude la ex coordinatrice. «Con la soddisfazione di ricevere in cambio un grazie o un sorriso da parte di chi abbiamo aiutato. Se qualcuno è disponibile a sostituirmi, sarò felice di spiegare come si fa».

La redazione