Dopo le 15 è vietato consumare bevande sul suolo pubblico nel weekend

Scatta per questo weekend il divieto di consumare bevande, fuori da bar e plateatici, dalle 15 alle 22, orario di inizio del coprifuoco. Sabato e domenica, in tutta la città, non si potrà bere in piedi su suolo pubblico, e quindi in strade, giardini, piazze.

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Piazza Bra, foto d'archivio.

Il provvedimento è stato deciso questa mattina durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, convocato dal Prefetto, con l’obiettivo di supportare le Forze dell’Ordine nel far rispettare il distanziamento sociale. L’ordinanza del sindaco, firmata ieri pomeriggio, va ad integrare il provvedimento regionale che già prevede la consumazione seduti dopo le 15. Il rischio per gli assembramenti viene però con l’asporto, che è consentito fino alle 23, ma che in alcuni casi genera il consumo in piazza o nelle vicinanze dei locali. Infatti, durante i controlli degli ultimi fine settimana erano state diverse le situazioni di assembramento riscontrate in città e numerose le segnalazioni di persone con mascherine abbassate.
 

«Siamo ancora in zona gialla, questo ci dà delle libertà che ci siamo conquistati a fatica, facendo tanti sforzi – spiega il sindaco Federico Sboarina -, non possiamo permetterci di mettere a repentaglio tutto. I contagi in tante regioni e località vicine a noi stanno aumentando, con il rischio di tornare indietro a misure molto più restrittive. Non è questo quello che vogliamo, ecco perché possiamo goderci il weekend al bar e al ristorante ma consumando seduti. Se vediamo un locale già pieno basta sceglierne un altro, evitando di generare assembramenti nelle piazze. Dopo le segnalazioni arrivate durante i passati fine settimana, con capannelli di gente e tante mascherine abbassate, abbiamo deciso di introdurre questi due giorni di limitazioni con la speranza che, assieme alla responsabilità personale, ci aiutino a contenere i contagi. Non dimentichiamoci che sta ad ognuno di noi rispettare piccole regole per far sì che la situazione migliori e non peggiori, ne va della nostra vita e del lavoro di tante attività»