Donazzan di nuovo sui social, critica con Draghi e Mattarella

I profili dell'assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro Elena Donazzan, dopo l'episodio a Radio 24, erano stati cancellati. Ieri il ritorno con un video di nove minuti su Instagram.

Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro
Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione e al Lavoro

«Rientrare sui social, è quasi un emozione? No, in verità è stata una buona disintossicazione, lo consiglio a tutti». Inizia così il video pubblicato ieri sul suo profilo Instagram l’assessore regionale all’Istruzione e al Lavoro Elena Donazzan, protagonista circa un mese fa di un episodio che ha scatenato attorno a lei un polverone politico che ha portato anche alla chiusura dei sui profili social.

Il perché del rientro

«Un po’ perché obbligata, un po’ perché ho lasciato decantare, sono rimasta abbastanza al di fuori, però diventa fondamentale comunicare quello che sto facendo – prosegue nel suo video Donazzan, che sottolinea come in questo periodo di “non visibilità” abbia ricevuto tanti attestati di stima oltre che tante critiche e libri da “studiare” – Ho trovato molto sconfortante essere stata costretta a occuparmi d’altro che non fosse il mio dovere qui».

L’assessore prosegue poi con riferimenti alla crisi economica del 2009 «che non ha a che vedere con quella odierna», più strutturale, generalizzata e trasversale. Affronta poi il tema politico nazionale con una stoccata ironica (ripresa dal giornalista Mario Giordano) nei confronti del premier incaricato Mario Draghi, «da bambino moltiplicava le merendine per i propri amichetti», parlando anche di “vacatio” di governo e di attesa messianica nei confronti dell’ex presidente della BCE.

Appoggio totale a Giorgia Meloni

«Io sono molto convinta che la posizione di Giorgia Meloni sia quella giusta, ovvero che esista il principio del popolo, il quale ha la facoltà e il diritto di voto. – prosegue l’assessore – La democrazia è sospesa, in Italia non si vota perché non si può votare. Perché dalle altre parti votano?».

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La critica al Capo dello Stato

«Quando si dovranno decidere le priorità del Recovery, che considerazione avrà il Veneto che vuole aiutare le imprese e non il reddito di cittadinanza? Saranno fondamentali le scelte politiche. – conclude Donazzan Non serve votare? Allora sciogliamo il Parlamento, che senso ha pagare delle persone che non decidono e stanno lì a fare nulla? Servirebbe coraggio, così come nella magistratura, dove mi pare che anche il Capo dello Stato non abbia fatto quello che avrebbe dovuto fare. Capo dello stato che dovrà essere votato proprio da questo Parlamento, ecco perché non si vuole sciogliere…».

«In questo lungo mese di tante cose non ho parlato. Sono andata in aula a chiedere scusa se qualcuno si è sentito offeso per quanto accaduto lo scorso 8 gennaio. Tuttavia ho avuto più di 10 mila buone ragioni per essere di nuovo qui: 10740 sono le persone che mi hanno votato alle ultime regionali. – conclude l’assessore – Per tutti quelli che si occupano di canzoni o canzonette, ricordo con l’Unità di crisi trattiamo tre crisi aziendali al giorno. Le priorità per l’Italia e gli italiani sono altre».