Don Alessandro Bonetti: «Ogni difficoltà è un’opportunità»

Ai microfoni di Radio Adige è intervenuto Don Alessandro Bonetti, Vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Verona, per commentare la decisione del governo di anticipare la messa di mezzanotte e per fare il punto sull'andamento della Chiesa durante quest'anno difficile.

Il nuovo Dpcm, siglato lo scorso 3 dicembre dal premier Giuseppe Conte, ha fatto molto discutere. Il nuovo decreto infatti proibisce lo spostamento tra regioni indipendentemente dal colore dal 21 dicembre al 6 gennaio e nelle giornate di Natale, Santo Stefano e 1 gennaio vietati gli spostamenti anche tra Comuni. Chiusi gli impianti sciistici fino al 6 gennaio e anticipata la tradizionale messa di mezzanotte. Per parlare di questo è intervenuto ai microfoni di Radio Adige Don Alessandro Bonetti, Vicario episcopale per la pastorale della diocesi di Verona.

La Chiesa ha affrontato quest’anno complicato con speranza, rimarca Bonetti: «Non sono stati mesi facili, bisogna ripensare a tutto. Noi ci siamo dati un motto: “andrà tutto nuovo”. Siamo convinti che si debbano fare cose nuove e si debba partire con una vita nuova. La pandemia dopotutto dà un passaggio fondamentale per un cambiamento epocale che coinvolge tutti. Anche le nostre chiese e parrocchie sono chiamate a impegnarsi a rinnovarsi, anche se il nuovo non è semplice. Quando si è un periodo di cambiamento così è importante avere fissa la meta, ma quello che conta, da un punto di vista pratico, è il percorso».

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Riguardo la decisione del nuovo Dpcm di anticipare la consueta messa di mezzanotte, Bonetti afferma: «Non erano moltissime le parrocchie che ancora portavano avanti la tradizione della messa a mezzanotte, tanti l’avevano già anticipata. La liturgia di Natale prevede quattro tipi di messa: messa della vigilia, della notte, dell’aurora e del giorno, per scandire i tempi di queste 24 ore. Per cui è possibile celebrare prima la messa della vigilia; si tratta semplicemente di adottare questo provvedimento e anticipare la messa della notte alle 20. Non sarà un grosso sconvolgimento: l’importante è la possibilità di andare a messa».

Bonetti è positivo anche riguardo le modalità di gestione delle celebrazioni: «Credo che questo spetti all’ingegno dei parroci. Nella nostra diocesi i parroci sono lavoratori e ingegnosi, quindi è probabile che si adotteranno metodi come iscrizioni o forse posti all’esterno, clima permettendo. Ad ogni modo, la cosa più semplice che potranno fare i preti è moltiplicare il numero delle messe, scaglionando gli orari e gli ingressi».

Il Vicario conclude con un messaggio di speranza riguardo al Natale degli italiani e dei veronesi: «Sarà un Natale più intimo e profondo. Sicuramente l’impossibilità di ricongiungersi con le famiglie non sarà semplice: io non vedo mia mamma da due mesi, per salvaguardarla, e lo capisco. Tuttavia, credo che ogni situazione di difficoltà è un’opportunità. Noi nasciamo dalla croce di Cristo, che ha fatto diventare la sofferenza il luogo delle opportunità per gli uomini. Le persone possono ritrovare quest’anno il vero senso profondo del natale: vivere interiormente l’incontro con Cristo».