Domani tutti in maglietta rossa per l’umanità

Per un mondo migliore, dobbiamo metterci nei panni degli altri. Domani indossiamo una maglietta rossa, come quella che molti migranti usano per farsi riconoscere quando tentano di raggiungere la terraferma. L’appello è di Libera, che con l’iniziativa vuole sensibilizzare sull’indifferenza generale e il cinismo che avvolge il tema delle migrazioni

“Una maglietta rossa per fermare l’emorragia dell’umanità”. L’appello di Libera per la giornata di domani 7 luglio è un gesto, il simbolo di una capacità di accogliere, che sappia coniugare la sicurezza con la solidarietà. Rosso come il colore degli indumenti dei migranti, che troppo spesso rimangono abbandonati alla corrente del mare, o che giungono sulle spiagge del Mediterraneo senza vita.

“Dobbiamo metterci nei panni degli altri – spiega il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti – se vogliamo costruire un mondo più giusto”.  Per questo indossiamo una maglietta rossa, “per contrastare questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura”.

Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

 

 

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